E’ appena uscito un bel numero (il 6) di Permalink, il magazine in .pdf di Blogo. Tra i vari servizi c’è uno speciale di eugenio sul Lego che ripercorre il mito del mattoncino e la nascita degli Afol, i fanatici dei blocchetti in tutto il mondo. Tra le varie interviste c’è n’è una a Marco Chiappa, Lego Ambassador italiano, il mediatore fra gli appassionati e la compagnia. Ecco l’intera intervista. E’ un po’ lunga ma ne vale la pena perchè ci illumina su molte cose. Non siete curiosi di arrivare fino alla fine?

Q – Mi dici un po’ di Moc (My Own Creation) fatti da te, i tuoi preferiti di sempre?

A – La Moc più grande e prestigiosa che ho fatto è sicuramente la copia in scala 1:50 del Campanile di San Nicolò di Lecco. Con questa costruzione ho reso omaggio ad uno dei simboli della mia città, ho realizzato un sogno che avevo sin da bambino e ho dimostrato a me stesso che con i Lego® è possibile costruire di tutto. Si è soliti pensare che con i mattoncini si possano realizzare solo oggetti dalla forma squadrata, il Campanile di Lecco è rotondo alla base, poi conico, poi ottagonale ed infine termina sul tetto con una piramide ottagonale.

Il Campanile è costituito da circa 18.000 pezzi e mi ha tenuto impegnato per circa un anno. La sfida più bella nel riprodurre un monumento vero sta nel ricreare certi dettagli come una finestra o una terrazza il più possibile vicino alla realtà. Questo tipi di costruzioni se da un lato limita la fantasia perché non si costruisce in modo libero, da un lato stimola al massimo la creatività nell’utilizzo particolare di alcuni pezzi.
Qualcuno per ovviare ad alcune difficoltà modifica i pezzi o addirittura li incolla ma questo non vale per me: nella costruzione ci sono solo parti originali. Per fortuna come me la pensano la maggior parte degli AFOLs (Adult Fan Of Lego).

Ho poi reso omaggio alla nota fabbrica lecchese di locomotori (e carpenteria) Badoni costruendo in scala un Badoni VII D e un Badoni FS 214.

L’ultima costruzione terminata è un gatto delle nevi ispirato al Pistenbully della Kassbohrer.

In questo periodo sto costruendo un’intera fabbrica con capannone e uffici e diverse parti in movimento. E’ una riedizione di un mio vecchio progetto, ma avrà un alto livello di dettaglio e delle dimensioni un po’ particolari! La costruzione verrà presentata per la prima volta al Legofest di Ballabio che si terrà a Luglio.

I miei preferiti?

i colleghi italiani di ABS Technology, tra i migliori al mondo in campo technic

la portaerei Harry Truman

– gli straordinari modelli di Beat Felber

Han Solo

– i colleghi tedeschi, basti vedere le loro foto.

Q– Analogie e differenze con altre comunità di entusiasti, come Apple ad esempio?

A– La comunità italiana Lego® è raggruppata in Itlug (Italian Lego Users Group – http://www.itlug.org) . Da quando ne faccio parte posso dire di aver trovato prima di tutto un gruppo di amici e poi un gruppo di appassionati. Mettersi in gruppo è fonte di stimolo ed ispirazione per tutti e sicuramente le esibizioni in pubblico sono il frutto principale della nostra collaborazione. Le comunità adulte sono molto distribuite geograficamente, molte nazioni europee hanno addirittura più di un gruppo che si comporta più o meno come il nostro. La comunità più rilevante rimane quella degli Stati Uniti che guarda caso è anche il mercato principale per Lego®.
Spesso e volentieri collaboriamo anche tra gruppi diversi. Come Itlug alcuni di noi ha partecipato al Legoword di Zwolle in Olanda lo scorso novembre, diversi stranieri parteciperanno al prossimo Legofest di Ballabio.
I meccanismi di collaborazione che si instaurano quando si hanno interessi in comune sono straordinari e di fatto è come se non ci siano divergenze culturali. Non è una peculiarità solo della comunità Lego®.

Q– Che importanza ha assunto internet per gli appassionati di lego?

A – Io stesso ho conosciuto Itlug grazie a internet. Senza internet un appassionato si sente solo sentendosi dire frasi del tipo “alla tua età giochi ancora con i mattoncini!”. Anche i più chiusi vedendo che altre persone sono animate dalla stessa passione si fanno avanti e un gruppo attivo come Itlug da coraggio a chiunque.
Via internet è possibile acquistare set e pezzi sfusi sia nuovi che usati riuscendo a colmare la lacuna lasciata talvolta sugli scaffali dei negozi. Il negozio on-line [email protected] Lego® è efficientissimo con una serie di prodotti acquistabile solo on-line. BrickLink è un enorme sito on-line di commercio mattoncini tra privati.

E’ superfluo dire che è reperibile ogni tipo di informazione: il database delle parti, le distinte dei set e le istruzioni sono su Peeron, molte gallerie di costruzioni si possono trovare su BrickShelf.
Ldraw.org è il sito di riferimento e sviluppo dell’elaborazione Cad. Poi ci sono tutti i siti delle varie comunità nel mondo. E’ on-line anche la mappa dei LUG.

Q– Come vedi il futuro prossimo della Lego? Nuovi mercati, modelli di business? Oltre ai già citati StarWars e HarryPotter quali potranno essere secondo te i nuovi cavalli di battaglia?

A– Sono sincero, il prossimo futuro lo vedo roseo. Il risanamento economico dell’azienda va meglio del previsto e molti mercati si sono sorprendentemente risvegliati, come ad esempio quello italiano. Lego® ascolta la comunità adulta il più possibile e la collaborazione tra noi e loro è sicuramente migliore di un tempo. Si può fare ancora di più ma va dato il tempo a tutte le cose.
I nuovi mercati verranno avanti sicuramente rendendo la sfida sempre più complicata ma il prodotto è buono e il tempo gli darà ragione.
I cavalli da battaglia del futuro saranno città, treno, technic e mindstorms. Ho fiducia ancora in Harry Potter e Star Wars ma visto il legame con i film relativi, prima o poi credo saranno sostituiti.

Q– Hai conosciuto designer che lavorano per la Lego? Che tipi sono?

A– Ho conosciuto due designer del team technic. Sono entrambi giovani e molto alla mano. Li ho incontrati a Legoworld ed erano molto incuriositi dalle nostre costruzioni e disponibilissimi hanno risposto a tutte le nostre domande.
Il loro lavoro è molto interessante e ambito da tanti di noi. Non è però un lavoro semplice. I designer che creano i set hanno limiti di tempo, numero di parti e costi finali. Basti pensare che la maggior parte di noi adulti quando costruiamo non ci diamo limite. Diverso è per i designer per i parchi dove le costruzioni sono esagerate al massimo.

Q – C’e’ questo autore che mi incuriosisce molto. Mi pare che le sue opere siano ascrivibili ad un genere che potrei definire avant o underground. Conosci altri autori cosi’ particolari?

A – Le sue creazioni sono strepitose perché a parte i dettagli e la bellezza costruttiva, ha elaborato anche la storia, l’ambiente e le vicissitudini che le circondano. Altri autori particolari sono:

Arvo Brothers

Sachiko.

Q– Quali sono i tuoi generi preferiti?

A – Città e treno senza dubbio. Non mi è mai dispiaciuto il tema spaziale anche se la mia collezione è rimasta agli anni ’80. La tecnica è entusiasmante e ultimamente sto cercando di farla convivere con il tema città. E’ una mia sfida personale.

Q – Le vignette 8×8 come ti sembrano come genere?

A – Un bel genere, più dedicato alla diffusione su internet che all’esibizione vera e propria. Occorre comunque qualche dote comunicativa e una buona capacità di sintesi per comunicare qualcosa in così poco spazio.

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