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Dior and the Artists: la campagna social su Instagram che racconta il rapporto tra la Maison e l’arte

Dior ha lanciato una nuova campagna per Instagram per l’estate 2014 chiamato Dior and the Artists che avvicina i consumatori al legame storico che lega la Maison all’arte. Attraverso immagini che vengono pubblicate quotidianamente sul suo account @Dior, la Maison intraprende un meraviglioso viaggio sulle tracce del suo fondatore Christian Dior. Le immagini sono su Style & Fashion

Dior ha lanciato una nuova campagna per Instagram per l’estate 2014 chiamata Dior and the Artists che avvicina i consumatori al legame storico che lega la Maison all’arte.

Attraverso immagini che vengono pubblicate quotidianamente sul suo account Instagram @Dior, la Maison intraprende un meraviglioso viaggio sulle tracce del suo fondatore Christian Dior, a partire dalla fine del 1920, quando, insieme ai suoi amici Jacques Bonjean e Pierre Colle, in una galleria a Parigi, mostrò il lavoro di artisti che conosceva e ammirava, tra cui: Georges Braque, Pablo Picasso, Salvador Dalí, Marcel Duchamp, e Christian Bérard.

Per il primo instagram la Maison sceglie un ritratto del fondatore Christian Dior di Bernard Buffet, il secondo instagram è “la borsa Lady Dior visto da Liu Jianhua”; e molte altre saranno le interpretazioni che la Maison pubblicherà delle varie icone riviste da artisti contemporanei, come Olympia Scarry e Jean-Michel Othoniel, nonché le interpretazioni del profumo Miss Dior recentemente reinterpretata da Joana Vasconcelos, Lara Baladi, Hannah Starkey e Carole Benzaken. Non mancheraano poi le fotografie iconiche di Patrick Demarchelier e Willy Vanderperre, illustrazioni d’epoca di René Gruau e Christian Bérard, e quelle contemporanee di Mats Gustafson.

L’iniziativa è anche l’occasione di rivivere alcune delle più importanti mostre di Dior, tra cui la prima retrospettiva dell’opera di Christian Dior al Musée des Arts Décoratifs di Parigi nel 1987; la mostra organizzata presso il Centro Ullens per l’Arte Contemporanea di Pechino, Cina; “Inspiration Dior” presso Museo Pushkin di Mosca; “Esprit Dior” a Shanghai, Cina; e “Miss Dior” al Grand Palais di Parigi. Vale anche la pena sottolineare che “Dior: The Legendary Image” è visitabile fino al 21 settembre presso il Musée Christian Dior di Granville, in Normandia.

Tra i suoi grandi amici Christian Dior contò infatti pochi stilisti, ma moltissimi artisti. I genitori Madeleine e Maurice non volevano che si iscrivesse all’École de Beaux-Arts, sostenendo che non avrebbe mai imparato nessun vero mestiere. Christian riuscì comunque a fare quello che desidera da sempre. In un primo tempo si iscrisse a Scienze Politiche in rue Saint-Guillaume. L’università gli permise soprattutto di vivere le serate e le notti folli che Parigi offriva all’epoca agli studenti.

Discreto, ma amante del divertimento e della buona compagnia, Christian Dior ha appena vent’anni quando comincia a frequentare i più grandi del suo tempo. Vede Jean Cocteau al leggendario “Boeuf sur le Toit”, luogo di incontro e di feste dell’intelligentia parigina tra le due guerre. Dior conosce poi il pittore Christian Bérard, che farà da pigmalione al giovane stilista non ancora consapevole della propria vocazione.

A forza di frequentare quelli che considera i geni del suo tempo, Christian Dior, che pure dispone di un evidente talento, si sente sempre meno incline a intraprendere seriamente la carriera di pittore o di musicista. Come spesso accade, è poi il caso a decidere per lui: il suo amico Jacques Bonjean cercava un socio e Christian diviene «direttore di una galleria di quadri», situata in fondo a un vicolo cieco al numero 34 di rue de la Boétie. La galleria non porta il nome di Dior, per volontà della madre Madeleine, che non desidera che il cognome della famiglia compaia sull’insegna.

Christian trattò tuttavia le opere degli artisti più celebri dell’epoca o di quelli che lo diventeranno presto: Francis Rose, Paul Klee, Heinrich Campendonk, Max Ernst, Otto Dix, Salvador Dali, Juan Miro, Alberto Giacometti, Pavel Tchelitchev, Giorgio De Chirico, Raoul Dufy, Maurice Utrillo, Georges Braque, Alexander Calder, Louis Marcoussis e Pablo Picasso. Dior si sente a proprio agio nel mondo della pittura, ma la crisi del 1929 fa scomparire gli acquirenti.

Nel 1932 l’avventura della galleria arriva al termine, ma l’amicizia e la passione per l’arte restano forti. Dopo un periodo segnato dalla malattia, Christian Dior trova ospitalità presso il suo amico Jean Ozenne, allora talentuoso disegnatore di moda, che, in un contesto economico più che difficile, riesce a vendere bene i propri schizzi. Dior decide di imitarlo. Tocca allora con mano la differenza che esiste tra amare la pittura e dipingere, ma si rivela molto dotato e lavora con accanimento alle proporzioni e alla prospettiva. Ben presto comincia anche lui a vendere bene i propri disegni.

Divenuto modellista per Lelong, poi stilista all’età di 42 anni, Christian Dior costruisce i suoi abiti come un architetto, sceglie i colori come un pittore e si circonda di quanti riescono meglio a mettere in risalto la sua arte, come il fotografo Willy Maywald o il disegnatore René Gruau. I suoi amici artisti e i grandi maestri della storia dell’arte esercitano una significativa influenza sulla sua opera e Dior rende loro omaggio anche attraverso i nomi dei suoi modelli. Jean Cocteau diviene allora un abito da seta in organza bianca; Walter Scott un completo da pomeriggio; Musique de Chambre un tubino da sera; Musée du Louvre un abito corto in faglia di seta bianca; Bach un abito di gala.

INSTAGRAM DIOR and the Artists

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credit image by Instagram Dior

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