Festival Cinema Venezia 2014: il red carpet di Words with Gods con Amos Gitai, le foto

Words with Gods è stato presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia 2014, diretto da Guillermo Arriaga, Emir Kusturica, Amos Gitai, Mira Nair, Warwick Thornton, Hector Babenco, Bahman Ghobadi, Hideo Nakata, Álex De La Iglesia. Basato su un’idea di Guillermo Arriaga con la supervisione a cura di Mario Vargas Llosa e musica Originale di Peter Gabriel. Tutte le immagini del red carpet sono su Style & Fashion

Words with Gods è stato presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia 2014, diretto da Guillermo Arriaga, Emir Kusturica, Amos Gitai, Mira Nair, Warwick Thornton, Hector Babenco, Bahman Ghobadi, Hideo Nakata, Álex De La Iglesia. Basato su un’idea di Guillermo Arriaga con la supervisione a cura di Mario Vargas Llosa e musica Originale di Peter Gabriel. Il red carpet è su Style & Fashion

Words with Gods mostra nove potenti storie in cui le credenze religiose giocano un ruolo centrale. Questo film è il racconto di tante culture diverse viste attraverso gli occhi di nove registi, anch’essi diversi tra loro per esperienze di vita e provenienza. Questo film racconta la storia dell’umanità, dalla nascita alla morte, tra la fede perduta e quella ritrovata.

Words with Gods racconta nove storie di personaggi provenienti da culture differenti. Nelle nove culture che dialogano tra loro la fede e la tradizione hanno un ruolo centrale: spiritualità aborigena ( Warwik Thorton), umbanda (Héctor Babenco), induismo (Mira Nair), buddismo (Hideo Nakata), ebraismo (Amos Gitai), cattolicesimo (Álex de la Iglesia), cristianesimo ortodosso (Emir Kusturica), islam (Bahman Gobadhi), ateismo (Guillermo Arriaga).

Veri Dèi – Warwick Thornton apre il film sullo sfondo del deserto australiano; è il racconto della meditazione animista, tipica della spiritualità aborigena, che si concentra sul rapporto tra maternità, terra, discendenza e spirito.

L’uomo che rubò un’anatra – Héctor Babenco dirige la storia di un marito violento che, dopo essere stato lasciato dalla moglie, vede la sua famiglia sgretolarsi. Incapace di affrontare la vita quotidiana, indigente e stordito, passa le sue giornate per le strade di São Paulo in cerca di conforto.

La stanza di Dio – Mira Nair dirige la storia di una ricca famiglia indiana alle prese con il progetto del loro lussuoso appartamento a Mumbai. Improvvisamente, i membri della famiglia iniziano a discutere sull’assegnazione delle stanze della casa, soprattutto su dove collocare la stanza per venerare Dio.

Sofferenze – Hideo Nakata racconta una storia di lutto e accettazione. Un pescatore giapponese perde tutta la sua famiglia durante lo tsunami del 2011. Cercando di venire a patti con il suo dolore, si interroga sul motivo della sua esistenza durante l’incontro con un monaco buddista.

Il libro di Amos – Amos Gitai oppone vividamente il momento politico contemporaneo di Israele con il suo mitico passato. Soldati e civili combattono uno contro l’altro, mentre un gruppo recita brani profetici dell’antico testamento.

La confessione – Álex de la Iglesia racconta l’incontro di un assassino con un tassista, cattolico devoto, che lo scambia per un sacerdote. Lo scambio di personalità porterà il destino del killer in una direzione inaspettata.

La nostra vita – Emir Kusturica descrive la giornata di un prete cristiano ortodosso tra le montagne serbe. Attraverso il sacrificio inizia un viaggio spirituale che va al di là delle convenzioni.

A volte alza lo sguardo – Bahman Ghobadi fa un racconto tragicomico che si snoda tra lussuria e fede. Due gemelli siamesi, uniti per la testa, devono fare i conti con le loro personalità divergenti e i loro diversi approcci alla vita e alla religione.

Sangue di Dio – Guillermo Arriaga dirige l’ultima storia: un ingegnere minerario discute con suo padre, il quale afferma di aver sognato Dio. L’ingegnere, da sempre ateo, si rifiuta di credere alla sua storia e questo porterà a conseguenze impreviste.

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