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Lo rivela uno studio della ASL To1 che per due anni ha seguito 102 coppie subito dopo la nascita di un figlio. Il campione ha preso in considerazione studentesse e professioniste, casalinghe, insegnanti, impiegate, colf, operaie ed il profilo che è stato stilato è questo: donne che cercano la perfezione, si preoccupano principalmente dei problemi concreti quotidiani, esternano poco le loro emozioni, delegano poco a compagni e mariti la cura del neonato con l’altissima probabilità di accusarli di essere troppo assenti. Risultato: 16 coppie su 100 sono a rischio. Poco più della media nazionale, che supera di poco il 10%.

Il progetto –ha spiegato Luisella Gioppato, coordinatrice dello studio insieme a Giampierp De Marzi, responsabile del centro di salute mentale di Torino- non si è limitato ad indagare solo lo stato emotivo delle neomamme, ma ha coinvolto attivamente anche i neopapà“.

Secondo quando riferiscono gli studiosi, tutte le situazioni a rischio riscontrate sono state affrontate ed alcune mamme sono ancora in terapia. Si sono registrati casi in cui si è temuto che la madre potesse fare del male al bambino, e per esempio il bimbo nella stanza dei genitori è stato spostato accanto al papà. I racconti delle mamme in preda alla depressione post-partum sono a tratti terribili: crisi di pianto, crisi isteriche, sbalzi d’umore, forte irritabilità, disturbi dell’alimentazione, del sonno e via dicendo.

C’è un campanello d’allarme, forse il primo fra tutti: “Le madri che sono state educate ad aderire alle aspettative della ‘madre ideale’ sono quelle che sviluppano più facilmente sentimenti di inadeguatezza e incapacità a soddisfare i bisogni del lattante, fino a vivere l’essere madre come un lavoro sfinente e insopportabile. Più un incubo che una gioia“, ha detto la dottoressa Gioppato.

L’origine del sentirsi inadeguate e incapaci può nascere anche dall’assillo di amici e parenti che pretendono di insegnare tutto su tuo figlio appena nato; un altro fattore di rischio è il rapporto tra la madre con sua madre: se in conflitto non si avrà alcun beneficio.

Infine fa la differenza anche la serenità tra marito e moglie sebbene entrambi in momenti del genere siano poco propensi ad esternare le loro emozioni preoccupandosi soprattutto delle questioni più pratiche: biberon, pannolini, poppata, sonno.

Via | La Stampa

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