Libri di donne per donne: Tanto vale vivere di Dorothy Parker

Copertina di un volume della ParkerScegliete pure una qualsiasi delle raccolte di racconti di Dorothy Parker (scrittrice, poetessa e giornalista americana, antinazista tacciata di comunismo morta nel ’67), non resterete deluse. Ironica, tagliente, diciamo pure cattiva, la Parker ha una scrittura godibile e intelligente. La preferisco a quella di Fay Weldon perché più lineare, una questione di gusti insomma.

Anche Dorothy però è tremenda nel mettere sotto un mega riflettore i difetti, la sueprficialità, la mentalità ristretta e la vanità delle donne e degli uomini che la circondano. I suoi racconti, a volte brevissimi, ci fanno pensare che se avessimo almeno della metà del suo coraggio avremmo anche pochissimi amici, ma molti meno seccatori.

Certo, mi lascia perplessa il fatto che tutte le grandi scrittrici avessero una vena di ironia tagliente (voleva che il suo epitaffio fosse “scusatemi se faccio polvere”) e cattiveria mista spesso a pulsioni autodistruttive. Forse, in un mondo culturalmente maschile, sono le caratteristiche che ci vogliono per emergere: forza di carattere, menefreghismo e un forte senso di identità.

Le crisi depressive allora (tolti i casi in cui erano presenti sindromi paricolari come nel caso della Woolf) dove le collochiamo? Non so: magari scattano perché l’inconscio non ha ancora elaborato ciò che lo spirito di sopravvivenza e la spinta evolutiva ci portano a fare ovvero evolverci senza il consenso maschile.

La citazione:

I rasoi fanno male,/i fiumi sono freddi,/l'acido lascia tracce,/le droghe danno i crampi,/le pistole sono illegali,/i cappi cedono,/il gas è nauseabondo.../Tanto vale vivere.

Foto | Flickr

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