In Arabia Saudita vietate le palestre alle donne

Le palestre sono luoghi senza pudore, per donne senza morale. Almeno in Arabia Saudita dove hanno dovuto vietarle perché le donne non s’innamorassero l’una dell’altra a causa della tuta indossata per allenarsi o perché non lasciassero soli i mariti e smettessero di badare ai figli pur di correre in palestra per l’ora di aerobica, queste

Le palestre sono luoghi senza pudore, per donne senza morale. Almeno in Arabia Saudita dove hanno dovuto vietarle perché le donne non s’innamorassero l’una dell’altra a causa della tuta indossata per allenarsi o perché non lasciassero soli i mariti e smettessero di badare ai figli pur di correre in palestra per l’ora di aerobica, queste svergognate.

Può sembrare assurdo ma queste sono le motivazioni con cui in Arabia Saudita si decide di chiudere le poche palestre per donne esistenti, com’è successo a Riad e a Jedda, mentre aprire un centro di fitness privato per sole donne, indipendente dalle autorità sanitarie del paese, è impresa impossibile, alla quale non si deve nemmeno pensare.

Eppure le donne dell’Arabia Saudita, che non possono guidare, né lavorare senza il permesso di un uomo, né entrare nelle piscine e nelle palestre degli hotel o dei club, perché riservate solo agli uomini, vorrebbero poter andare in palestra, anche per compensare l’obesità, sempre più diffusa sotto il pesante abito nero. I 2/3 delle donne dell’Arabia Saudita sono sovrappeso, e nemmeno a scuola alle ragazzine è consentito fare educazione fisica, perché dovrebbero spogliarsi e cambiarsi in luogo pubblico, cosa non ammessa.

Per protestare contro la decisione di chiudere le poche palestre per donne, un gruppo di donne saudite ha lanciato la campagna “Let Her Get Fat – Lasciate che diventi Grassa”, perché è un diritto della donna prendersi cura della propria salute e di quella delle proprie figlie, e fare sport è il primo modo per mantenersi in forma.

Foto | Flickr

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