La crisi ha colpito soprattutto i posti di lavoro delle donne

Il discorso oramai è quotidiano e ogni giorno emergono cifre su nuove sfumature. Lo sappiamo: sono più brave degli uomini, si laureano con voti superiori, guadagnano di meno e la crisi colpisce maggiormente loro, non trovano o perdono il lavoro.

"Avanti c'è posto. Di lavoro" è il titolo della conferenza della Regione Lazio all’interno della quale l’Istat ha divulgato gli ultimi dati riguardanti l’occupazione femminile: oltre la metà delle donne non hanno un posto di lavoro e subiscono doppiamente la recessione rispetto agli uomini.

"Nel terzo trimestre del 2009 –ha spiegato la direttrice centrale dell'Istat Linda Laura Sabbadini- l'occupazione femminile è calata dell’1,3% a fronte di una diminuzione dello 0,3% per gli uomini. Si è ridotto notevolmente il part-time e questa è una grande criticità nell'occupazione femminile. A soffrirne sono soprattutto le lavoratrici dipendenti delle industrie e dei servizi, italiane e straniere".

Oggi le notizie si diffondono molto più rapidamente, è vero, rimbalzando dalle pagine dei quotidiani a Internet, e sempre più spesso si sente dire che l’obiettivo è creare disinformazione e allarmismo. Ma la realtà, se vogliamo parlare di cifre, è rappresentata molto fedelmente.

Chi attualmente ha la sfortuna di essere donna e dover trovare lavoro (poco migliore la situazione se è il primo, decisamente peggiore se ne ha perso uno) si renderà conto che sul lavoro risulteranno penalizzate e sottoinquadrate, come afferma anche il ricercatore Emiliano Rustichelli dell’Isfol. "Se la maggior parte dei laureati (63%) ha alte qualifiche, la maggior parte delle laureate (in genere con voti superiori) ha qualifiche medie. Inoltre vengono retribuite di meno, in media 7,1 euro all’ora rispetto agli 8 euro di un uomo".

Incoraggiante? Giusto?

Via | La Repubblica

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