Italia ritarda la normativa europea per la discriminazione delle donne sul lavoro



La critica oggi non arriva solo dagli organi di stampa, ma anche dalle istituzioni comunitarie. La presa di coscienza fa scattare il monito della Commissione Europea: l’Italia è indietro nella lotta alla discriminazione delle donne nel mondo del lavoro.

La Commissione ha accusato Roma "di non aver ancora comunicato la trasposizione nella legislazione nazionale della direttiva Ue sul tema".

L'esecutivo europeo ha deciso di passare alla seconda fase della procedura di infrazione. Ora l'Italia ha due mesi di tempo per rispondere alle osservazioni fatte dalla Ce. Risposte che se non saranno ritenute soddisfacenti potrebbero portare al deferimento dell'Italia davanti alla Corte di giustizia Ue.

"La direttiva in questione è cruciale per affrontare le discriminazioni di genere", afferma il commissario Ue agli affari sociali, Vladimir Spidla ed ha sottolineato come "tali misure non potranno essere pienamente efficaci se non saranno pienamente e correttamente recepite nelle legislazioni nazionali. Spero l'Italia lo faccia presto".

Il popolo italiano tutto auspica che l’Italia, le sue istituzioni, prenda coscienza e si adoperi concretamente per mettere a posto una penosa situazione che penalizza l’intero Paese.

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