Brasile: nelle carceri c’è un’ala per i gay

Il carcere brasiliano di São Joaquim de Bicas (periferia di Belo Horizonte) ha da ieri un braccio riservato alle persone lgbt. Questa sezione è stata creata in via sperimentale su richiesta della segreteria per i diritti umani del governo del Minas Gerais e, se avrà successo, la formula potrebbe essere estesa ad altre prigioni brasiliane.

di robo

Il carcere brasiliano di São Joaquim de Bicas (periferia di Belo Horizonte) ha da ieri un braccio riservato alle persone lgbt. Questa sezione è stata creata in via sperimentale su richiesta della segreteria per i diritti umani del governo del Minas Gerais e, se avrà successo, la formula potrebbe essere estesa ad altre prigioni brasiliane. In quest’ala attualmente vi sono venti detenuti in dieci celle e i carcerati godono di alcuni privilegi (come quello di farsi crescere i capelli).

Se da un lato l’iniziativa è lodevole perché spesso si sentono notizie di vessazioni e violenze ai danni dei carcerati gay, dall’altro, sinceramente, l’idea mi lascia un po’ perplesso. Se il carcere è un luogo di ri-educazione non sarebbe il caso di educare a vivere tutti insieme? E poi perché i carcerati glbt devono avere dei privilegi? Se hanno commesso un reato è giusto che paghino al pari di quelli etero. Certo non è da dimenticare che, soprattutto per le persone trans, la realtà del carcere può essere una dura prova e quindi delle particolari attenzioni è giusto che vengano prese. Ma qualcosa non mi torna. Che ne pensate?

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