Local world table, il tavolo di Tuttobene

Non fatevi ingannare dal nome italiano. A dispetto delle apparenze, Tuttobene è il marchio olandese che più di altri va tenuto sott’occhio nella categoria emergenti. Di loro, infatti, si parla certamente da un po’, anche in virtù di uno stile asciutto e di un gusto della trovata che li rende piccoli eredi dei connazionali Droog

di giulia


Non fatevi ingannare dal nome italiano. A dispetto delle apparenze, Tuttobene è il marchio olandese che più di altri va tenuto sott’occhio nella categoria emergenti. Di loro, infatti, si parla certamente da un po’, anche in virtù di uno stile asciutto e di un gusto della trovata che li rende piccoli eredi dei connazionali Droog Design.

L’esposizione realizzata al Fuori Salone, ubicata in un garage di via Savona prestato per l’occasione a centro di aggregazione progettuale, ha messo in campo prodotti eterogenei che spaziavano dal complemento, all’arredamento, al tessile. Tra tutti, la menzione d’onore è andata senz’altro al Local World Table, tavolo progettato con l’intenzione di valorizzare una filiera in grado di coinvolgere materiale ed assemblaggio locale, indipendentemente dal luogo di produzione.

L’idea di Gerard der Kideren, progettista del pezzo, è infatti quella di semplificare la tecnologia e rendere replicabile la produzione in ogni parte del mondo approfittando della diversa disponibilità di legni. Una buona idea, mi pare, che si sposa ad un’estetica da picnic in grado di coesistere con stili maggiormente articolati.

Local World Table
Local World Table
Local World Table
Local World Table