Baci tirolesi gay e lesbici a Trento, per “Liberi e libere di essere”

La campagna contro l’omofobia in Trentino presenta uomini e donne che si baciano in costumi tipici. Immediate le polemiche.

Gli Schützen, conosciuti anche come bersaglieri tirolesi, sono stati un corpo paramilitare, costituito da volontari, adibito alla difesa del territorio, tra il XVI e il XX secolo, ai giorni nostri svolgono funzioni di tutela dei valori cristiani, delle tradizioni e costumi tipici del territorio tirolese. Immaginate dunque la forza di rottura, liberatoria appunto, che la campagna di promozione dell’iniziativa «Liberi – libere di essere» , può avere nel Trentino: ritrae, infatti, due Schützen che si baciano. Fanno lo stesso due Marketenderinnen, conosciute come vivandiere o vallette.

Nata per «combattere la velata eppure evidente omofobia presente nella società», la città di Trento, da domenica 12 maggio a domenica 19, ospita la settimana contro omofobia e transfobia curata dalle associazioni Arcigay e Arcilesbica della regione.

I manifesti, e gli abiti così tipici, oltre a connotare, creano un immediato confronto con il territorio.

Spiega il presidente di Arcigay del Trentino Paolo Zanella:

In realtà non si tratta di Schützen. I manifesti vogliono ritrarre uomini e donne omosessuali vestiti in abiti tipici dell’area alpina, impegnati in un atto di grande affettività reciproca.

Gli ha fatto eco Michela Papette, dell’Arcilesbica Trentino:

Abbiamo fatto in modo che chi vede queste immagini sia maggiormente portata a riflettere sui rapporti tra persone dello stesso sesso e sull’omofobia, ricavandone sentimenti positivi e negativi.

Ma non saranno solo queste due figure tipiche del Trentino ad essere chiamate in causo, perché il tema dell’omofobia investe la società senza distinzioni di ruoli o professioni, in accordo Zanella e Papette, anticipano una campagna publicitaria di ampio respiro, concepita in collaborazione tra Provincia di Trento, Arcigay ed Arcilesbica, in cui:

a baciarsi tra loro saranno infermieri e vigili del fuoco, politici e giornalisti, professori ed avvocati, professionisti dello sport e medici.

Tutta la cittadinanza di Trento è invitata all’evento centrale dell’iniziativa, una fiaccolata in ricordo delle vittime dell’omofobia. Ha sottolineato Zanella:

Il pensiero va al cuoco inglese seviziato dal branco nel 2010 a Canazei. Oltre al giovane quindicenne romano suicidatosi nel novembre scorso perché deriso dai compagni.

Nell’ambito di «Liberi – libere di essere» sono previsti dibattiti, incontri, convegni, conferenze e spettacoli teatrali.

Si comincia domenica 12 maggio con l’inaugurazione al Cafè de la Paix in passaggio teatro Osele, cui seguirà una mostra fotografica sul tema. In programma incontri presso alcuni istituti superiori e proiezioni di film o cortometraggi, in dialogo con le istituzioni, considerato che venerdì 17 maggio è la giornata internazionale contro l’omofobia.

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