Ida Rubinstein: scandalosa Salomè, inaccettabile San Sebastiano

Il fascino e la bellezza di Ida Rubinstein conquistarono non solo il mondo del teatro e della danza, ma anche quello dell’arte figurativa.

di Giorgio

La fama le venne data dai Balletti Russi di Diaghilev. Un successo roboante che conquistò prima Parigi, poi tutta l’Europa. Un’Europa che viveva allora un’ epoca di pace e prosperità apparente e che ignorava di essere in realtà solo ad un passo dal baratro. Dalla follia di una guerra, pronta a travolgere tutto e tutti, a cambiare per sempre il destino di interi popoli. Di intere nazioni. Tra gli applausi scroscianti di un pubblico sempre più inebriato ed adorante, la bellezza della danzatrice russa sembrava passare di trionfo in trionfo. Il suo corpo nudo, rivelato alle fine di una danza indiavolata nella celebre Salomè di Oscar Wilde, travolse le platee, riempiendo le prime pagine dei quotidiani. Altrettanto fece la sua interpretazione di San Sebastiano, bandito ufficialmente dalla Chiesa che invitò perentoriamente il pubblico cattolico a boicottare lo spettacolo.

Amata in egual misura da uomini e donne, Ida Rubinstein si legò per tre anni alla pittrice americana Romaine Brooks. Un amore appassionato che fruttò al mondo dell’arte il fulgido ritratto della Rubinstein nelle vesti di Venere. Ammirata da pittori e artisti di fama, la danzatrice venne ritratta più volte (citiamo al volo Antonio de la Gandara e Valentin Serov) affermandosi così non solo come ballerina di talento, succès de scandale e femme fatale , ma anche come ideale assoluto (ed imperituro, aggiungiamo noi) di bellezza e grazia.