Trash the dress: abiti da sposa sozzi per il servizio fotografico del matrimonio

trash the dressL’abito da sposa è per molte ragazze l’avverarsi di un sogno di bambine – chi non desiderava sentirsi una principessa? – ma noi spesso e volentieri abbiamo cambiato l’angolazione visuale e considerato l’abito per il giorno più bello non solo come il completamento estetico di uno stato d’animo ma anche, secondo i casi, come oggetto d’arte, spunto di riflessione, termometro di stile di un’epoca, specchio dei tempi che dimostra come il concetto di matrimonio con tutto il suo corollario si sia evoluto modificandosi. Ma qui si comincia ad esagerare: insozzare il vestito da sposa che costa un occhio della testa, un rene e un mutuo (tutti insieme, non alternativamente) non è pura follia?

L’idea viene da una coppia di sposi americani che hanno ingaggiato due fotografi per farsi ritrarre in abiti da sposa e in pose e contesti tutt’altro che leccati e costruiti ad uso e consumo dei posteri che dovranno ammirare stupefatti la perfezione di un giorno che spesso – un po’ di cinismo ci sta – si rivela molto al di sotto di aspettative troppo alte.

Loro hanno pensato di rimettersi i panni di sposi, che almeno hanno ritrovato un nuovo utilizzo visto che di solito finiscono nell’armadio e non si riutilizzano mai più per il resto della vita. Si sono fatti fotografare sporchi di fango, con orli stracciati, acconciature e trucco approssimativi, sullo sfondo di una casa che non somiglia per niente al nido d’amore dei sogni e impegnati anche in atti vandalici.

Non si può dire che non siano stati originali. I fotografi autori di cotanta opera dicono che sono sempre di più le spose che scelgono questo genere di servizio. Che neanche a dirlo si chiama Trash the dress. E scopriamo che c'è anche un gruppo su Flickr omonimo che raccoglie le foto di chi non ha paura di sporcare il prezioso abito delle nozze.

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