Matt, the make-up idol: la web-fiction di Lancôme

Scrittura un giovanotto di bell’aspetto, dagli le speranze di migliaia di ragazzine appassionate di make-up che negli ultimi anni hanno guardato o caricato un video su YouTube e costruisci una web-fiction. Se ti chiami Lancôme hai la tavola da surf perfetta per cavalcare l’onda del successo delle tutorialist con il sogno di diventare make-up artist che popolano (e spopolano su) la Rete. Matt the make-up idol è il titolo di questa operazione di marketing che si garantirà la sua fetta di successo sfruttando il successo altrui. Opportunamente riverniciato, s’intende.

La domanda che non possiamo evitare è: perché dovrebbe essere interessante una storia che abbiamo già visto accadere, ma davvero, a tante ragazze che hanno trovato la strada del successo realizzando un sogno e l’hanno raccontata giorno dopo giorno a tutte noi che ne abbiamo seguito le palpitazioni, le emozioni, le delusioni? La risposta probabilmente è la stessa che stagione dopo stagione decreta il successo di serie tv, dischi, film, canali: raccontano qualcosa di noi e ci piace guardarci allo specchio.

Fino a non troppo tempo fa tante ragazze si contentavano di truccarsi osando il rossetto rosso della mamma nella privacy di una camera da letto ma da quando i riflettori – fai da te: con lampade da studio e abat-jour strategicamente posizionate – si sono accese nelle camerette di tutto il mondo il fenomeno è diventato… un fenomeno, appunto. Di proporzioni globali. Le case cosmetiche potevano lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione?

Qualcuno si è accontentato, almeno all’inizio, del passaparola fisiologico, altri hanno cominciato ad inviare gratuitamente prodotti a teen-ager desiderose di riempire un beauty case ancora scarno o premi gratuiti per gli ormai frequenti concorsi che ogni youtuber indice per le proprie iscritte. Ma adesso siamo di fronte a qualcosa di diverso: i marchi hanno capito cosa e come possono sfruttare a proprio vantaggio e non si lasciano scappare l’occasione.

Lancôme ha il merito di aver fiutato la preda forse prima di altri e dopo aver instaurato una collaborazione con l’ormai celebre Michelle Phan (il cui seguito ça va sans dire è immenso) ha fatto un passo ancora più lungo ideando una web fiction che racconta la storia di tanti ma in modo più pettinato. Anzi, per restare in tema, ben truccato. In fondo la ruspante genuinità di chi si impappina davanti alla fotocamera piazzata su una precaria pila di dizionari sarà pure tenera da vedere ma non ha il fascino patinato che questa serie promette e già dimostra di avere (a palate). E se preferissimo quella genuinità imperfetta ma... vera?

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