Barbara Alberti invita le proprie lettrici a riprendersi la faccia



Leggendo “Riprendetevi la faccia”, il nuovo libro che Barbara Alberti ha scritto per Mondadori non ho potuto riflettere sul rapporto che lega la scrittrice umbra alle sue lettrici con le quali da più di vent’anni si confronta in una rubrica di posta cult su A.

Lontana dagli stereotipi maschili, secondo i quali una donna per definirsi tale è preferibile che assomigli ad Antonella Clerici piuttosto che Margherita Hack, Barbara Alberti è una di quelle poche femmine italiane per le quali la definizione “un gay incastrato in un corpo da donna” è valida.

Politicamente scorretta come poche la pensatrice nel suo ultimo libro dimostra, una volta di più, che l’essere stronzi è un’arte non esercitabile da tutti. Invitando le lettrici a riprendersi le proprie facce Barbara Alberti si racconta come solo un’abile scrittrice sa fare.

Della sua vecchiaia (il prossimo 11 aprile compirà 67 anni) scrive analizzando lo sguardo sconvolto di chi, con la propria disapprovazione, obbliga le donne ad indossare un burqa di plastica.

Scrive Barbara Alberti all’inizio del primo capitolo:

“Cambiate età ogni giorno.
Siate nonne a quindici anni
fidanzate a ottanta,
ma non siate mai quello
che gli altri vogliono”.

Foto | Flickr

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