Quando fare l’amore provoca dolore

Accade spesso. Accade a tante donne. E’ molto più diffuso di quanto possiamo pensare. Il problema è che questo tipo di sofferenza si autoalimenta e la maggior parte delle volte viene taciuto. Quasi per vergogna, fino a diventare un segreto inconfessabile. In pratica si esplicita sottoforma di dolore e con una vita sessuale insoddisfacente, ma il termine esatto per definirlo è dispareunia.

Questo disturbo si manifesta soprattutto nelle persone giovani (intorno ai 25 anni), al momento della penetrazione ed è accompagnato da altri sintomi dolorosi come l'impossibilità di sopportare il contatto con la stoffa dei jeans, di usare assorbenti interni e di patire le carezze del partner. Sentire male o dolore durante "la prima volta" è normale, succede a oltre due terzi delle ragazze. Ma nelle occasioni successive il dolore durante la penetrazione non deve più verificarsi.

Soffrono spesso di dispareunia anche le neo-mamme nelle prime 6-8 settimane dalla nascita del bambino, dopo sei mesi viene riportata da una donna su quattro ed è ancora presente nell’8% delle donne dopo un anno. La percentuale sale al 44% per le donne in menopausa.

I fattori scatenanti possono essere di natura biologica o psicologica. Un esame ginecologico nel 90% dei casi spiega il problema, spesso generato dalla vestibolite vulvare nelle donne in età fertile. Altre possibili cause sono le infezioni vaginali, endometriosi, iperattività del muscolo vaginale e stipsi cronica.

Per quanto riguarda la sfera psicologica possono influire concause psicosessuali legate alla paura, alle inibizioni educative ed ai disturbi d’ansia. Inoltre, può concorrere anche un rapporto effettuato in maniera errata, preliminari eccessivamente veloci o, ancora, un’incompatibilità anatomica e conflitti con il partner.

Tra i consigli pratici che possono essere d’aiuto, oltre ad un consulto ginecologico, ci sono: indossare biancheria intima di cotone bianco, preferire gonne a pantaloni stretti, usare protezione intima in fibre naturali, detergenti non aggressivi e non profumati, evitare esercizi fisici che comportano un eccessivo sfregamento e frizione (es. la bicicletta).

Un problema assolutamente da non trascurare. "Si tratta di problemi frequenti - ha dichiarato Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia San Raffaele-Resnati - ma che sono veri tabù per i medici: non esiste, in Italia, una cultura specifica per affrontare il dolore sessuale e vi è una scarsa attenzione a disturbi correlati alla sessualità femminile e che spesso le donne faticano a confessare, tanto che passano anche 6-7 anni prima di arrivare alla diagnosi".

  • shares
  • Mail