Partorire senza dolore tra metodi moderni e antichi

Quattro donne davanti la macchinetta del caffè. Quattro donne parlano di come a volte è difficile essere donna. Quattro donne parlano di parto tra aneddoti, risate e ricordi dolorosi.

Il momento del parto, anche se sarebbe più preciso parlare di ore del parto, è uno dei ricordi indelebili della vita di una donna, soprattutto per quanto riguarda il dolore fisico e la conseguente isteria che esplode in quegli attimi. Ognuna ha la sua unica esperienza da raccontare, dal corso pre-parto che risulta inutile, alle vene degli occhi rotte per il dolore, al parto in acqua, all’insolito parto in piedi del tutto naturale– ennesimo esempio delle donne africane - dai risultati incredibili.

Ma a quanto pare oggi esiste un nuovo metodo che alleggerisce il dolore in sala parto. La dolce alternativa si chiama oppio, precisamente “Remifentanil” . Consiste in un’anestesia (per via endovena) a base di un oppioide comunemente usato per addormentare i pazienti durante gli interventi chirurgici. In questo modo la futura mamma riesce ad assistere da sveglia alla nascita del suo bambino quando le è impossibile sottoporsi alla classica epidurale, controindicata quando sussistono problemi di coagulazione.

La sperimentazione ha avuto inizio all’ospedale fiorentino di Careggi (Firenze) con riscontri molto positivi ed è tuttora in corso. Lo conferma anche Anna Melani, responsabile del reparto di anestesia del dipartimento materno-infantile, e prima puerpera ad affrontare il parto con l’oppio: "un’alternativa sicura già allo studio da anni che agisce rapidamente e altrettanto rapidamente viene eliminato dall’organismo".

Tante le testimonianze, ognuno la sua storia da raccontare, ma l’elemento comune a tutte è la paura del dolore ignoto che si tramuta in gioia e amore infinito quando, aprendo gli occhi, appare la vita.

  • shares
  • Mail