Teoria del tradimento: dietro una grande donna non c'è mai (o quasi) un grande uomo



Lo si intuisce e raramente lo si dice. Che sia una realtà scomoda?

Ieri è rimbalzata su tutte le pagine dei giornali internazioni una notizia di gossip: la pluripremiata attrice americana Sandra Bullock, nonché neo vincitrice come miglior attrice del Premio Oscar per il film "The Blind Side", ha lasciato il marito Jesse James dopo l’intervista-scandalo (ripresa da tutti i principali tabloid americani) della pornodiva Michelle McGee, in arte "Bombshell", in cui confessava la sua relazione con il marito della bella attrice. Puro dettaglio che lui le avrebbe detto di non essere più sposato.

Questione di tatuaggi, secondo la diva porno. Si erano conosciuti per una campagna pubblicitaria e la scintilla c’è stata al primo sguardo… sì, ma di lui sull’appariscente e procace corpo della donna! Altro che galeotti i tatuaggi! Nella lettera di scuse affidata alle pagine di "People", indirizzata alla moglie ed ai figli, si viene a sapere inoltre che Jesse James annovera tra le precedenti mogli anche la pornostar, Janine Lindumulder, che avrebbe lasciato proprio per sposare la Bullock. Corsi e ricorsi, insomma.

Morale della favola, mentre la bella e brava Sandra Bullock era ad Atlanta a girare il film che l’ha incoronata miglior attrice del 2010 (nonché che servisse quest’ulteriore conferma), il dolce maritino colmava la sua assenza con la puttanella di turno.

Il caso delle donne dell’Oscar è diventato oramai una specie di condanna: se sei donna e vinci il Premio Oscar, ti separi. Delle ultime 12 artiste che hanno vinto l'Oscar più prestigioso (miglior attrice), otto hanno poi rotto con i loro partner: nel 1999 Gwyneth Paltrow dopo l'Oscar per "Shakespeare in Love" (all'epoca era fidanzata con Ben Affleck); nel 2000 Angelina Jolie dopo l’Oscar per "Ragazze interrotte" profondamente legata all’eccentrico attore Billy Bob Thornton; nel 2001 Julia Roberts dopo l'Oscar per "Erin Brokovich" (ruppe con l'allora fidanzato Benjamin Bratt); nel 2002 Halle Berry si separò dal marito; nel 2004 Charlize Theron; nel 2005 Hillary Swank (dopo l’Oscar per "Million Dollar Baby"); nel 2006 Reese Whiterspoon e dulcins in fundo, nel 2009 Kate Winslet (Oscar per il film "The Reader") si è separata dal marito, il regista Sam Mendes.

Insomma, quando arriva la promozione la vita sentimentale va a rotoli? Pare proprio di sì ed essere confermato a tutti i livelli. Personalmente però non parlerei di "maledizione", quanto piuttosto di: questa è la natura dell’uomo maschio.

Un uomo non rimarrà mai tranquillo al fianco di una donna speciale, importante, superimpegnata o in carriera. Alla stessa stregua di quando una donna si ammala, l’uomo scappa. Rari come mosche bianche sono quegli uomini in grado di supportare una donna in grandi progetti (di qualunque genere essi siano), di rimanerle a fianco dandole serenità, sicurezza, amore, rinunciando al suo tempo e alle sue ambizioni.

Si pretende tolleranza, sopportazione (è proprio il caso di dirlo), dedizione e tanta intelligenza alle donne che fortunatamente o sfortunatamente si trovano ad essere a fianco di uomini importanti. Devono essere in grado di reggere gli equilibri della famiglia facendo attenzione a non far mai mancare niente a nessuno. Devono essere disposte ad abbandonare carriera, sogni e progetti. Poi però alla fine non vale il contrario. Si sente questo: la coppia o la famiglia si sfasciano perché lei non è stata in grado di tenersi il marito, il quale giustamente ha dovuto cercarsi altri passatempi.

Sarà mica un caso che tante donne che hanno fatto la storia sono state abbandonate in qualche modo e abbiamo continuato a vivere la loro vita con successo anche senza un compagno?

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