Fanze di writing italiane: Trap magazine

Prosegue con Trap il progetto di riedizione digitale delle vecchie fanzine hip hop ideato per la mostra Mi name is alla nuova Triennale Bovisa di Milano. Nel primo numero c’è un lungo intervento manoscritto di Phase two, con una storia illustrata della nascita dello stile softie da lui inventato nei primi anni ’70. C’è anche

Prosegue con Trap il progetto di riedizione digitale delle vecchie fanzine hip hop ideato per la mostra Mi name is alla nuova Triennale Bovisa di Milano. Nel primo numero c’è un lungo intervento manoscritto di Phase two, con una storia illustrata della nascita dello stile softie da lui inventato nei primi anni ’70. C’è anche una pagine saccheggiata dal libro Getting up di Craig Castelman, con la storia delle prime tag e dello stile nato con Taki 183, Julio 204, Coco 144, Lee 163, Tracy 168 e Riff 170. Nei due numeri ci sono parecchie immagini dei vecchi bombing in metropolitana, in particolare i primi treni e stazioni della Linea 1 e 2 che oggi come oggi è difficile vedere altrove. Scaricate il primo numero e il secondo numero.

Son stati digitalizzati anche i due numeri di Writing (primo e secondo numero degli spunti per una riflessione seriosa), la piu’ scarna delle produzioni di quel periodo, con le riflessioni e i ricordi di Adolfo, che bazzicava la scena londinese di fine anni ’80 e qualche anno piu’ tardi ha poi curato la pubblicazione di un libro importante per Stampa Alternativa, Style writing.

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