Le perversioni sessuali

  Se al tempo di Freud, in un contesto sociale in cui la sessualità non risultava poter essere argomento di discussione, poteva avere un senso parlare di perversioni definendole come «quelle attività sessuali finalizzate su regioni del corpo non genitali», oggi, in seguito a una infinità di cambiamenti sociali, in seguito alla nascita della sessuologia

 

Se al tempo di Freud, in un contesto sociale in cui la sessualità non risultava poter essere argomento di discussione, poteva avere un senso parlare di perversioni definendole come «quelle attività sessuali finalizzate su regioni del corpo non genitali», oggi, in seguito a una infinità di cambiamenti sociali, in seguito alla nascita della sessuologia clinica e quindi alle ricerche sulla sessualità, una simile "diagnosi" rischierebbe di valutare come "patologiche" le condotte sessuali della quasi totalità della popolazione mondiale. Cosa che, ovviamente, non è.

La linea tra normalità e patologia nella sessualità è sempre legata a quegli aspetti di cui accennavo nel precedente post, che sono: la non esclusività, la non compulsione del comportamento e, ricordiamo, soprattutto il consenso reale dei partner sessuali.

Esistono comunque delle condotte che possono senz'altro essere nominate e descritte correttamente come perversioni: le elenco sinteticamente.

feticismo

(eccitazione sessuale mediante l'uso di oggetti inanimati)

travestismo

(impulsi sessuali provocati dal travestirsi con abiti del sesso opposto)

esibizionismo

(esposizione dei propri genitali, spesso durante attività masturbatorie, di fronte ad estranei non consenzienti)

voyeurismo

(piacere sessuale derivato dal guardare le attività sessuali o gli organi sessuali di altre persone quasi sempre inconsapevoli di essere osservate)

masochismo sessuale

(trarre godimento sessuale dall'essere sottoposto a sofferenze fisiche e psicologiche e umiliazioni da parte di altri)

sadismo sessuale

(eccitazione sessuale derivante da atti reali e non simulati che implicano il somministrare ad altri non consenzienti sofferenze ed umiliazioni psicologiche e fisiche)

pedofilia

(impulsi ed attività sessuali nei confronti dei bambini)

bestialità ( o zoofilia o zooerastia)

( pratiche sessuali con animali)

necrofilia

(investimento erotico in scene macabre, con rituali funerei fino a giungere in certi casi al congiungimento sessuale con cadaveri)

frotteurismo

(eccitazione sessuale ottenuta col toccare o strofinarsi contro una persona non consenziente, attività effettuata spesso in luoghi pubblici affollati o sui mezzi di trasporto)

coprolalia o scatologia telefonica

(eccitazione ottenuta con il pronunciare frasi oscene al telefono)

parzialismo

(attenzione sessuale concentrata esclusivamente solo su una parte del corpo)

coprofilia

(attrazione sessuale per le feci)

urofilia

(attrazione sessuale per le urine) .

Per quanto elencate di seguito, sono estremamente diverse le une dalle altre, e soprattutto, di diversissima significatività. Le affronteremo, non so se una per una, ma comunque in dettaglio nei prossimi giorni.

Francesco Giubbolini, psicoterapeuta, Siena