E se nel guardaroba trovaste 5 miliardi di euro?


Avete presente il cambio di stagione? Donne, se vi armate di pazienza e soprattutto se vi liberate delle cose inutili, nel vostro guardaroba potreste trovare ad attendervi qualche soldo. Precisamente 5 miliardi di euro. No ovviamente, non sono tutti nello stesso armadio (purtroppo o per fortuna), ma sono equamente distribuiti fra quelli di tutti gli italiani (anche perchè altrimenti entreremmo tutti nella lista dei paperoni di Forbes).

Un'indagine condotta da Added Value per eBay.it rivela che gli italiani conservano gelosamente nei loro armadi dei veri e propri scheletri: abiti completamente inutilizzati che si fa fatica a buttar via, ma che potrebbero ancora fruttare qualche soldo se rivenduti. L'indagine rivela che le colpevoli di questo abbandono sono soprattutto le donne, che innanzitutto comprano di più e in modo più compulsivo (rischiando talvolta di acquistare capi che poi non indosseranno mai), che poi dimagriscono e ingrassano continuamente con una frequenza da infarto, e che infine non si vogliono separare da alcuni abiti perchè "potrebbero sempre servire" o perchè "sono quelli del mio primo appuntamento" (avvenuto più o meno nell'era giurassica).

Gli uomini al contrario comprano meno e più razionalmente, ma poi cadono sulle bucce di banana, perchè non hanno "mai occasione di indossare" determinati capi e soprattutto perchè spesso "si scordano" addirittura di averli acquistati. Un'assurdità tutta maschile, dato che l'impulso primitivo alla conservazione della specie impone a noi donne di indossare un vestito nuovo anche con l'etichetta, subito dopo essere uscite dal camerino e ancora prima di averlo pagato. Morale della favola: anche gli uomini lasciano pezzi di tessuti tristemente abbandonati negli armadi. E tutto questo non significa che i vestiti in questione non siano di qualità.

Ecco perchè, se rivenduti, questi abiti potrebbero fruttare in media a ognuno di noi circa 140 euro (anche se c'è chi potrebbe arrivare a 500 euro), con la comodità di non dover partecipare con una bancarella in balia del vento a qualche mercatino dell'usato. Basta usare internet e eBay, dove la sezione dedicata all'abbigliamento è tra le più frequentate. Sicuramente potrebbe essere una fonte alternativa di guadagno in tempi di magra, soprattutto considerando che se al momento dell'acquisto si è di fatto perpetrato uno spreco, con la rivendita andremmo a pareggiare i conti. Chissà perchè però, più che a rivendere i miei vestiti poco utilizzati, io ho sempre pensato di portarli in Parrocchia, da chi averbbe potuto averne davvero bisogno. Ma forse la mia è solo l'ennesima banalità.

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