Erica Jong al Women’s Fiction Festival

La prossima settimana, dal 24 al 27 settembre, si terrà a Matera l’atteso “Women’s Fiction Festival“. Tema di questa sesta edizione sarà. “Essere scrittori”. Ospite d’onore sarà Erica Jong, una delle più colte e prolisse scrittrici che in questi decenni hanno dato voce alla letteratura delle donne; colei che ha saputo coniugare con magistrale abilità


La prossima settimana, dal 24 al 27 settembre, si terrà a Matera l’atteso “Women’s Fiction Festival“. Tema di questa sesta edizione sarà. “Essere scrittori”. Ospite d’onore sarà Erica Jong, una delle più colte e prolisse scrittrici che in questi decenni hanno dato voce alla letteratura delle donne; colei che ha saputo coniugare con magistrale abilità il desiderio e la critica verso governanti che dimostravano la loro antidemocraticità su temi come la guerra, le persecuzioni, l’odio verso le minoranze etniche e sessuali.

Chi può, non perda questa felice occasione di vedere e conoscere l’autrice di “Paura di volare”, datato 1974 e da allora un percorso letterario e critico che ha portato la Jong a trattare i temi del femminismo, i racconti saffici, le paure e le speranze del mondo vissute e raccontate sempre in una chiave autobiografica: lo spasso di una donna libera come poche!

Ho avuto il grande onore e la personale gioia di aver incontrato la scrittrice per due volte. L’ultima in occasione dell’uscita del suo libro “Sedurre il demonio”, edito da Bompiani, suo editore italiano fin dagli esordi. Mi si presentò una donna dolce, coltissima, tenace, con quei capelli color del grano maturo che le increspavano il viso. Era per me, una musa dei nostri giorni; il racconto vivente delle nostre speranze.

Ancor prima di “Sedurre il demonio”, aveva dato alle stampe “Il salto di Saffo”. Le chiesi cosa fosse l’amore. Lei sorrise: “L’amore è una febbre, un contagio, una tempesta tra vecchie querce“, rispose. E sulla sessualità femminile: “Le donne hanno cominciato a credere di avere diritto al proprio piacere. Vedremo se gli uomini riusciranno a tenere il passo, a condividere queste libertà!”. Era felice di aver trattato tra mitologia e realtà un personaggio come Saffo, lei che in quel romanzo si era mutata nella greca Estia per narrare ai mortali le gesta di una semi dea, protetta da Afrodite, maestra di immaginari affronti, solcata da ardenti desideri amorosi per Alceo o Faone. Trattando nel libro della passione di Alceo per i ragazzi, presentata come un’ombra rispetto agli amori di Saffo per Prassinoa o Iside, le chiesi se poco l’affascinava il rapporto tra uomini.

Se avessi parlato di gay nell’antica Grecia – rispose – non avrebbero capito. Ci si sposava, si procreava e si mantenevano rapporti di intima tenerezza con i giovinetti. Non che non mi affascini l’incontro tra maschi. Forse è una mia colpa, una mancanza della mia immaginazione. Trovo reale l’amore tra uomini ma non riesco a entrarci profondamente“.

Poi, parlando di nuovi diritti, le chiesi se riteneva giuste le nostre battaglie per il diritto all’eguaglianza, al matrimonio e all’adozione. Sospirò: “Non posso darle torto senza offendere le mie stesse battaglie e quelle delle donne. Tutti devono avere gli stessi diritti indipendentemente dalla propria sessualità. Trovo assurdo che a causa di pregiudizi si escludano gay e lesbiche da questo tipo di diritti. Si è pure scoperto che sono ottimi genitori e i bambini crescono più sani anche culturalmente e psicologicamente“.

Questa è da sempre Erica Jong, una donna felice per sua stessa ammissione e per la vita che le ha regalato una esistenza fatta di passioni, di cultura, di conoscenza e di tanto orgoglio nel difendere le donne, gli omosessuali, coloro che soffocano nel silenzio le proprie paure e angosce. Proprio lo scorso luglio, Erica Jong a Milano, al Festival La Milanesiana, aveva ricevuto il Premio Fernanda Pivano, un’altra icona della cultura internazionale che tanto rimpiangiamo.

Foto/Y’s Women

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