Libri di donne: L'altra storia di noi di Jennifer Weiner

Jennifer WeinerArriva in libreria il 30 marzo il nuovo libro di Jennifer Weiner, L'altra storia di noi, edito da Piemme. Di Jennifer Weiner avevo già letto Brava a letto e mi aveva colpito la sua capacità di scrivere in modo leggero ma non superficiale.

L'altra storia di noi sta già entusiasmando mezzo mondo, ha mantenuto per mesi il 1° posto nella classifica del New York Times e ha venduto milioni di copie. Io l'ho già letto per voi amiche di Pinkblog. Per non svelarvi la trama, vi darò solo pochi dettagli della storia. Primo: in questo nuovo romanzo ci sono due amiche che hanno litigato, un detective, un uomo che gira nudo per la statale e una rimpatriata tra gli studenti di un liceo.

Secondo: nella vita di Addie ripiomba all'improvviso un'amica che lei credeva perduta, da cui si era sentita tradita per molti anni. Il ritorno di Valerie costringerà Addie a ripensare al suo passato, alla sua famiglia e confrontarsi con un'idea stereotipata di bellezza e felicità, che andrà, per sua fortuna, lentamente in frantumi. Addie, infatti, è una classica ragazza statunitense obesa; Valerie è magra e bella.

Entrambe pensano che l'amica sia stata molto più fortunata nella vita, ma entrambe si ricrederanno. Non vado oltre perché temo di rovinarvi la lettura del romanzo, che io ho già divorato. Inutile dire, per le fan della Weiner, che questo è un libro che vale la pena comprare.

E per chi non ha mai letto niente di questa autrice? Direi comunque di sì. La Weiner viene ingiustamente classificata come autrice di chick lit per il semplice motivo che usa una scrittura leggera, comprensibile da tutte. A volte, lo ammetto, mentre leggo comincio a pensare: che peccato, sta usando un classico stratagemma da scrittrice/un luogo comune sentito mille volte.

Tuttavia, non riesco a smettere di leggere, perché quello che sembra un concetto troppo facile è una specie di gancio narrativo per portarti da tutt'altra parte. Certo, farei volentieri a meno di una consuetudine che accomuna tutti gli scrittori degli ultimi anni ovvero la descrizioni di umori e odori fisiologici di vario genere. A parte questo, però, la storia, come si dice, tira.

La protagonista del romanzo, Addie, è ironica, combatte con il proprio peso e con l'immagine che ha di sé e come tutte spera di trovare l'amore. Addie però si porta dietro un passato piuttosto complesso. I conflitti che si ritroverà ad affrontare a causa della sua vicenda familiare e personale sembrano quelli con cui alla fine tutte noi donne combattiamo.

Che Addie pesi o meno cento chili non importa: noi conosciamo quel senso si inadeguatezza, quel desiderio di sentirci amate. Anche noi ad un certo punto ci siamo chieste se i nostri genitori ci amano davvero per quello che siamo, se le nostre amiche ci stimano, se la nostra vita prima o poi avrà una svolta e se avremo il coraggio di andare fino in fondo, se avremo dei figli.

Anche gli altri personaggi che entrano pian piano nella sua vita ci portano dentro storie e problemi e sofferenze tipici della nostra generazione e credo delle generazioni future: i terremoti affettivi, i tradimenti, la realizzazione sul lavoro, la fiducia nel prossimo. Sarà per questo che i romanzi della Weiner, rispetto alla classica chick lit, una volta finiti, ci lasciano dentro nuovi pensieri, nuove riflessioni e voglia di discuterne con le amiche. Sono romanzi che non toglieremo mai dalla nostra libreria, che ogni tanto andremo a rileggerci per ricordarci che non siamo sole quando ci tocca affrontare un periodo nero.

Per quanto la Weiner non scriva autobiografie, credo che il rapporto col peso e con l'immagine di sé la riguardi direttamente ed è questo che rende le sue protagoniste plausibili, concrete, vicine alla nostra esperienza. Non ho letto tutti i suoi libri, ma spero che ce ne sia uno in cui in cui la protagonista resta grassa fino alla fine, altrimenti cercherò di scriverle in proposito.

Diciassette chili fa, avevo bisogno di credere che il mio peso non fosse l'unico aspetto della mia vita che contasse veramente. Dovevo capire che io non ero una donna in gamba nonostante i miei chili in più ma con quei chili in più. Sono questi passaggi che poi ci consentono di cambiare alimentazione, di non usare il cibo per riempire altri vuoti, di dimagrire perché ci vogliamo bene e non perché speriamo che così qualcuno ce ne vorrà.

La citazione: [...] mi chiesi che impressione avrebbe fatto Val al tizio della reception, con il volto seminascosto dal foulard, gli occhialoni scuri e una mezza dozzina di borse di Sacks e Neiman Marcus tra le mani. Forse l'avrebbe scambiata per una ricca signora che si era appena fatta un lifting. E forse io sembravo la sua infermiera.

Dimenticavo: se fate un giro sul sito ufficiale della Weiner, dovete masticare l'inglese però, troverete alcune curiosità e i suoi consigli su come diventare scrittrici.

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