Franzoni, una perizia, una confessione

Delle molte perizie che sono state, in epoche diverse, proposte; dei molti 'pareri' psichiatrici via via espressi; delle numerose considerazioni 'cliniche' a proposito di Franzoni e Cogne, riporto la sintesi della perizia del professor Ugo Fornari che – tra tutte – è a mio parere quella maggiormente rispondente al vero.Secondo il consulente dell'accusa «Franzoni ha involontariamente confessato»

Delle molte perizie che sono state, in epoche diverse, proposte; dei molti 'pareri' psichiatrici via via espressi; delle numerose considerazioni 'cliniche' a proposito di Franzoni e Cogne, riporto la sintesi della perizia del professor Ugo Fornari che – tra tutte – è a mio parere quella maggiormente rispondente al vero.Secondo il consulente dell'accusa «Franzoni ha involontariamente confessato»
«Non ha ancora capito quello che è successo. La sua difesa è: io sono buona, il resto del mondo è cattivo. Ma è una psicosi» 
 
TORINO – Annamaria Franzoni avrebbe involontariamente confessato l'omicidio del proprio figlio Samuele.
Lo sostiene Ugo Fornari, consulente dell'accusa, secondo il quale la donna parlando con il marito avrebbe reso, inconsciamente, una confessione.
Quando racconta al marito di come una sua vicina abbia ucciso Samuele «in realtà rende una confessione», dice Fornari:
«Parla di sé accusando un'altra persona, su cui addossa la propria parte cattiva che non può accettare di avere».
Tratti psicotici quindi.
PSICOSI – Il consulente Fornari dunque parla di «un disturbo grave di personalità» con «scompenso borderline e stati dissociativi».
Secondo Fornari «nello sguardo della signora Franzoni vedo il vuoto.
Sono gli occhi di una persona che non ha ancora capito quello che è successo.
Il suo io si è arroccato su una posizione difensiva paranoide: lei è buona, il resto del mondo è cattivo. Ma è una psicosi».
Una donna – hanno detto gli specialisti – che si è autocostruita un'immagine di brava madre, al punto da avere nascosto istintivamente l'arma del delitto perché l'inconscio le impediva di lasciare la casa in disordine.
Capace di provare dolore, ma incapace di descrivere l'accaduto perché lo ha rimosso.
Incapace di confrontarsi con la realtà.
 

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