Anche la forma (del pene) conta: da una puntata di "Sex and The City made in Italy"

Ieri sera ho vissuto realmente un'esilarante puntata di Sex and The City, con due sole differenze: eravamo in cinque, anzichè in quattro, e la City in questione non era New York. Gli altri ingredienti c'erano tutti: discorsi squisitamente ed esclusivamente femminili, inaspettati colpi di scena, cocktail, grande senso dell'umorismo e tanto, tanto sesso. Parlato, discusso, addirittura mimato, è stato pressochè il protagonista della serata.

Non sono mancati gesti equivoci, confronti ipotetici tra oggetti e peni di varia provenienza, nonchè segreti piccanti urlati a tutto il locale. Così tra un fratello dichiaratosi ufficialmente gay (una perdita ineguagliabile per la popolazione femminile), e un ex-fidanzato mollato qualche mese fa che si sposa a giugno (la notizia era di ieri e l'interessata è venuta a saperlo in direttissima proprio durante la cena), tra la Charlotte della situazione che inaspettatamente rivela di non sapere se interrompere la sua convivenza perchè ha una cotta per un altro, e biglietti ambigui provenienti da improbabili corteggiatori seduti ai tavoli vicini, sono saltate fuori riflessioni di grande profondità proprio sul sesso.

Riflessioni che hanno lasciato aperti quesiti irrisolti, delle voragini incolmabili che vorrei condividere con tutte voi: quante volte abbiamo parlato di dimensioni del pene, di lunghezze e diametri vari, di punti G non meglio identificati che però paiono non interessarsi a tali questioni di grandezza o piccolezza, di impotenze ed eiaculazioni precoci, delle "10 cose che non sapevamo sul pene", etc etc etc. Ma molto poco si è parlato di un altro elemento fondamentale, che mi ha folgorata sulla via di Damasco ieri sera, proprio durante una di queste profonde riflessioni alla Sex and The City.

Sto parlando della forma del pene. E fate attenzione ragazze, non è cosa da sottovalutarsi. Una delle protagoniste della puntata di ieri sera, mi ha raccontato di aver mollato un ragazzo bellissimo a causa di un pene non proprio normale: la curvatura del membro in questione infatti era all'esatto, matematico opposto di quella disegnata invece dalla sua vagina. Una sorta di pene "contronatura" insomma, che la faceva urlare (e non di piacere..) ogni volta che i due cercavano di cimentarsi in una sessione di piacevole ginnastica da camera. Unica posizione possibile senza dolore? La cosiddetta "cavalcata normanna", decisamente più stimolante del banale missionario, ma a lungo andare logorante.

Il quesito dunque è il seguente: se il pene del nostro uomo dei sogni non presenta una forma affrontabile da nessuno dei condotti femminili preposti, e se reiterare all'infinito la stessa posizione rischia di venire a noia, può esistere un'alternativa, una soluzione salva-sesso e salva-relazione? Oppure non resta che dichiarare clinicamente morta la penetrazione e proclamare la conseguente, temuta, orrida incompatibilità sessuale? Oppure ancora: operazioni di chirurgia plastica per "correggere" il difetto, sono possibili?

Quesiti che mi ronzano nel cervello da ieri sera. Quesiti che vanno ad aggiungersi a quelli che troveranno una risposta soltanto nella prossima puntata di "Sex and The City made in Italy": riuscirà il fratello gay a dichiararsi al suo innamorato? Si vendicherà la Carrie nostrana dell'ex traditore? E infine, Charlotte si lascierà trascinare dal rischio dell'avventura e dell'infatuazione forse passeggera, o sceglierà di rimanere con il suo amore di sempre?

Foto | Cineblog

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