Policoro ART OFFSHORE. Intervista a Pierangela Di Brizio

Si apre oggii 17 agosto a partire dalle 20 la prima edizione di ART OFFSHORE a Policoro. Avevo promesso un reportage, ma impedimenti di natura idraulica mi bloccano a casa in questa imprevedibile settimana di agosto.Eccovi dunque la fresca intervista con Pierangela Di Brizio, curatrice dell’evento, che ci racconta come nasce l’idea, la proposta artistica


Si apre oggii 17 agosto a partire dalle 20 la prima edizione di ART OFFSHORE a Policoro. Avevo promesso un reportage, ma impedimenti di natura idraulica mi bloccano a casa in questa imprevedibile settimana di agosto.

Eccovi dunque la fresca intervista con Pierangela Di Brizio, curatrice dell’evento, che ci racconta come nasce l’idea, la proposta artistica (devo dire solida per un evento giovane e organizzato a tempo record), le attese e le proiezioni su ciò che verrà. Il primo passo però è fatto: da una chiacchierata fra lei e due amici, Daniela e Federico, con cui Pierangela condivide l’amore per l’arte contemporanea, ecco che nasce non solo un Festival ma anche un ‘associazione, Banlieue à pART. E il Comune li nota offrendo il patrocinio alla manifestazione e speriamo qualcosa di più nel futuro.

Perché ART OFFSHORE nasce dal desiderio di questi tre giovani di avvicinare l’arte contemponanea nelle sue espressioni più attuali alla Basilicata e ai lucani: “offshore” suggerisce proprio l’essere “fuori circuito”, come lo è la Basilicata secondo i promotori rispetto ai territori dell’arte contemporanea. Pierangela è fiduciosa che il pubblico risponderà bene e da parte mia spero che l’iniziativa cresca. E spero anche di avere foto o video al più presto perché sono molto curiosa di vedere almeno in digitale come si è trasformato il lido La Playa con le istallazioni e le musiche di questi artisti: nella foto lo vedete come è tutti i giorni.

Buona lettura.

– Pierangela Di Brizio, domanda di rito: una piccola presentazione con i lettori di Artsblog, visto che è la prima volta che ti incontriamo

Lucana, di Policoro (Matera), da diversi anni vivo a Firenze, dove mi sto laureando in architettura. L’arte in tutte le sue forme è molto più che una semplice passione. Dopo aver curato diverse personali di giovani artisti, l’anno scorso ho partecipato all’edizione 2009 di “Private Flat” a Firenze. Da due anni inoltre collaboro con il Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Questo è il primo evento che organizzo qui in Basilicata, una terra con strade ancora non battute dall’arte contemporanea.

– Parliamo di Policoro e ArtOffshore: come nasce l’evento e come ti è venuta l’idea?

L’evento nasce da una chiacchierata con Daniela e Federico, amici con cui condivido passione per l’arte, forte legame di appartenenza alla nostra terra e presto anche un’associazione, Banlieue à pART. Così, in un attimo, è nata in me l’idea dell’arte sulla spiaggia. L’evento ha subito assunto dimensioni maggiori, pensando di portarlo in più di una sede, come i borghi più caratteristici di questo pezzo d’Italia, tuttavia per i tempi ristretti e come prima edizione abbiamo optato per una dimensione minore ma ugualmente suggestiva, anche per avvicinare le persone per gradi e successivamente pensare ad eventi di maggior rilievo, se ce ne sarà l’opportunità. Per questa prima edizione il Comune di Policoro si è dimostrato da subito molto sensibile alla nostra iniziativa concedendoci il patrocinio. Speriamo che il pubblico risponda con lo stesso entusiasmo delle istituzioni. artOffshore, un evento che concentra in una sola serata arte, musica elettronica e legame con il territorio, nasce dunque dall’idea di portare l’arte contemporanea in luoghi che sono fuori dai circuiti ufficiali, lontano dai grandi eventi culturali… offshore, fuori dai confini territoriali dei consueti distretti culturali, a largo dei maggiori centri urbani… concetto ugualmente alla base di Banlieue à pART.

– Il luogo e l’arte in riva al mare: sembra suggestivo. Ci descrivi la Playa?

Indubbiamente artOffshore, contemplando l’unione di arte, musica elettronica e degustazione di prodotti tipici rappresenta una sfida ambiziosa oltre che ricca di fascino. La Playa è un piccolo lido sulle rive lucane del mar Jonio, gestito da due giovani che hanno il desiderio e la inedito per la nostra terra, ospitandoci in uno splendido salotto sul mare, dimostrandoci grande disponibilità e voglia di mettersi in discussione.

– La programmazione artistica. Qualche anteprima sulle installazioni: qual’è il filo conduttore della mostra?

Cinque artisti provenienti da tutta Italia si confrontano sul tema della realtà distinta dalla sua percezione: dalle contraddizioni della realtà indiana al volto del nuovo giorno in Tanzania, dalle molteplici realtà generate dalle installazioni interattive fino alla percezione delle realtà manipolate. Ezia Mitolo, artista poliedrica, presenta l’installazione interattiva Ombramalombra, sperimentando la visualizzazione del processo empatico attraverso la realizzazione di sculture viventi, dinamiche ed irripetibili. Federico Calò, fotografo affermato e regista, presenta il video inedito Cricket realizzato in India, mentre la giovane romana Ermelinda Coccia, performer e video-artista, ci porta con MBWENI in un villaggio in Tanzania. Doppelganger di Patrizio Travagli, protagonista di numerose personali e collettive di rilievo a livello mondiale, utilizza la tecnologia per muovere la messa a fuoco della percezione; il fiorentino Folco Salani, architetto, fotografo e video artista propone il video 3’56”24”’, un’attesa meditativa, un’evocazione di una presenza. Ci è dispiaciuto dover rinunciare all’ultimo momento alla presenza di Art is Open Source, sarebbe stata sicuramente una presenza rilevante. Per la loro partecipazione era prevista un’installazione interattiva davvero particolare, Biliardino eco-catastrofico, con intento ludico e riflessioni ecologiche. Speriamo in una loro presenza per la prossima edizione!

– Infine proiezioni sul futuro: pensi che un evento di questo tipo possa incardinarsi nella proposta culturale di Policoro? Cosa ti aspetti dal pubblico?

Credo che artOffshore possa diventare parte integrante della proposta culturale di Policoro e non solo (l’ambizione e le idee non mancano mai). Iniziative del genere dovrebbero considerarsi come una risorsa oltre che una novità. Sono convinta inoltre che il pubblico si lascerà coinvolgere in maniera positiva, attratto prima dalla curiosità e in seguito dall’arte, generatrice di idee e parte essenziale del nostro vivere quotidiano.