Pdl, Lega e Udc bocciano la legge sull’omofobia

Non dirò “come volevasi dimostrare”, ma sinceramente mi aspettavo una conclusione di questo genere; magari un po’ più avanti, al Senato. E invece l’illusione di avere anche una destra liberale, oltre a quella omofoba e clericale, svanisce presto. Alla Camera, ancor prima di discutere, la legge sull’omofobia – o meglio il progetto di legge dell’onorevole

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Non dirò “come volevasi dimostrare”, ma sinceramente mi aspettavo una conclusione di questo genere; magari un po’ più avanti, al Senato. E invece l’illusione di avere anche una destra liberale, oltre a quella omofoba e clericale, svanisce presto. Alla Camera, ancor prima di discutere, la legge sull’omofobia – o meglio il progetto di legge dell’onorevole Paola Concia – è stata cancellata con un voto che ha visto uniti Pdl, Lega e Udc.

La pregiudiziale di costituzionalità presentata dai cattolici di centro è stata approvata dai deputati con l’apporto decisivo del Pdl e della Lega. Hanno votato contro – per salvare la legge, quindi – Pd e Idv. Mi dispiace per la speranza di molto e per il lavoro dell’onorevole Concia, ma c’era da aspettarsi qualcosa di meglio?

Bene ha fatto comunque il movimento a restare alla finestra e aspettare prima di dare un giudizio. Alla fine qualunque risultato sarebbe stato positivo, ma il voto di oggi dimostra che per i prossimi decenni non avremo nuovi diritti dal Parlamento.

È stato corretto anche da parte dell’opposizione “vedere” fino a che punto si sarebbe spinto il centrodestra, se cioè avrebbe approvato una legge pro-gay, se blanda e annacquata com’era diventato il testo Concia dopo il passaggio in commissione. Si è visto – come si era visto già con i Pacs, i Dico, ecc – che è inutile mediare al ribasso: tanto la lobby anti-gay non farà passare mai nulla o comunque si opporrà a ogni iniziativa di legge. Meglio ripartire dal movimento e, magari, dalle battaglie legali.

Poco prima della bocciatura la Camera aveva respinto la proposta di rimandare il testo in commissione. Probabilmente è meglio che sia andata così: meglio una bocciatura palese, con ognuno che si prende le proprie responsabilità, piuttosto che un rinvio senza fine. Almeno sappiamo con chi abbiamo a che fare.

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