Chirurgia plastica: immagini di clamorosi, tristi insuccessi

A proposito di chirurgia plastica mal riuscita, le immagini proposte da questo blog sono piuttosto esplicative. Alcune appaiono veramente avvilenti, quasi come se l'uomo in certi casi riuscisse davvero a riflettere la sua anima più nera in quello che fa, quasi come se l'essere umano riuscisse a trasformare in mostruoso ciò che la natura ha creato bello, quasi come se la mano dell'uomo si trasformasse in quel terribile ritratto, legato a doppio filo con le tenebre, che tale Dorian Gray teneva gelosamente in soffitta, e che gli rodeva l'anima.

Più che di chirurgia estetica, parlerei per alcuni di questi casi di vera e propria rimozione di volti. Un fenomeno che rischia di alterare irrimediabilmente non solo l'immagine di sè, ma anche le relazioni sociali, perchè cambiando visi, facce, tratti e di conseguenza storie e vite, cambia anche la percezione che gli altri ne ricevono. La conseguenza? Un naturale rifiuto dell'innaturale, un naturale allontanamento di ciò che inizia ad apparire mostruoso, irreale, plastificato, forzato.

Una corsa cieca verso un'ideale sfuggente di bellezza, che si rivela tutt'altro. Alcune di queste persone sono (o erano) ormai irrimediabilmente "brutte", dove il termine brutto non è più soltanto un concetto estetico, ma è un'idea che travalica i confini del visivo, che arriva dentro agli occhi, e colpisce dritto il cervello e il cuore. L'effetto probabilmente è quello che farebbe il parlare con il manichino di un negozio: la sua vitalità desterebbe sospetto e paura. Allo stesso modo, destano sospetto e paura corpi umani che lentamente si trasformano in oggetti inanimati, frutti di un culto di bellezza fine a se stesso che diventa un pericoloso gioco contro il tempo, contro la vecchiaia e contro la morte.

Foto | Flickr

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