Curare la depressione

Curare la depressione. Inizio con oggi una serie di post sul tema ‘depressione’; con particolare riferimento all’efficacia terapeutica ed al confronto tra farmaci antidepressivi e psicoterapia… Come è noto, da 15 anni circa esiste una nuova classe di antidepressivi, inibitori della ricaptazione della serotoniina (SSRI), che hanno efficacia simile o comunque non superiore ai precedenti

Curare la depressione. Inizio con oggi una serie di post sul tema 'depressione'; con particolare riferimento all'efficacia terapeutica ed al confronto tra farmaci antidepressivi e psicoterapia…

Come è noto, da 15 anni circa esiste una nuova classe di antidepressivi, inibitori della ricaptazione della serotoniina (SSRI), che hanno efficacia simile o comunque non superiore ai precedenti farmaci antidepressivi i quali però avevano più frequenti ed intensi effetti collaterali. Il PROZAC, capostipite della categoria e definito al tempo ' la pillola della felicità ', è stato il farmaco più venduto in tutta la storia della medicina. Nonostante questo, e nonostante in questi anni i farmaci antidepressivi si siano moltiplicati come pani e pesci, l'incidenza della depressione è in aumento: quanto sono efficaci questi farmaci? E' preferibile, qualora venga diagnosticata una condizione depressiva, rivolgersi alla terapia farmacologica o alla psicoterapia?

Per oggi, riporto alcune considerazioni e due riferimenti bibliografici che mi sembrano particolarmente interessanti.

"…A proposito della terapia psicologica della depressione, vorrei ricordare che una recente review meta-analitica della terapia ambulatoriale della Depressione Maggiore (Wexler & Nelson, 1993) ha dimostrato che la psicoterapia risulta essere nettamente superiore ai farmaci: il 58% dei pazienti trattati solo con psicoterapia mostra un risultato positivo, contro il 46% di quelli trattati solo con farmaci, e la percentuale dei successi sale al 64% se la psicoterapia è combinata a farmaci; non solo, ma la superiorità della psicoterapia aumenta ulteriormente se si considera il numero dei drop-outs, che nei pazienti trattati solo con farmaci è più alto, e precisamente il 26%, mentre per i pazienti in psicoterapia i drop-outs sono il 14% e per quelli in terapia combinata il 28%. La maggiore efficacia della psicoterapia della depressione rispetto agli psicofarmaci è sottolineata anche dalla autorevole review di Lambert & Bergin (1994, p. 145), i quali ammettono una superiorità degli psicofarmaci solo nella depressione endogena e nel breve periodo, ma non certo nel medio-lungo periodo; vi è inoltre chi ha avanzato l'ipotesi che i farmaci possano predisporre ad un aumento di recidive e alla cronicità (Fava, 1994, 1995). Inutile ricordare che questi dati vengono attentamente ignorati da molti autorevoli esponenti della disciplina in un'epoca, come quella contemporanea, nella quale viene attribuito molto rilievo alla terapia farmacologica, e in cui vi sono potenti interessi a questo riguardo. "

Tratto da: Fava, G. A., "La ricerca in psicoterapia: storia, principali gruppi di lavoro, stato attuale degli studi sul risultato e sul processo". Rivista Sperimentale di Freniatria, 1996, CXX, 2: 182-238)

 

Vedi anche: Fava G.A. (1994). Do antidepressant and antianxiety drugs increase chronicity in affective disorders? Psychotherapy and Psychosomatics, 61: 125.
Fava G.A. (1995). Suscettibilità alle ricadute e cronicità nei disturbi affettivi. Siamo sicuri che i farmaci antidepressivi ed ansiolitici abbiano solo un affetto protettivo? Rivista Sperimentale di Freniatria, CXIX, 2: 203-209.

Avremo molte occasioni di approfondire il discorso nei prossimi giorni.

Francesco Giubbolini, psichiatra, Siena

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