La classifica delle donne più cattive di sempre: Myra Hindley

Al nono posto della classifica delle donne più cattive di sempre, si colloca un personaggio talmente inquietante da sembrare la protaonista di un thriller. Purtroppo però non si tratta di invenzione, ma di una realtà che supera di gran lunga, come spesso accade, anche le più recondite fantasie. Myra Hindley, l'assassina della brughiera di Manchester, nata nel 1942 e morta nel 2002, è un esempio di come la debolezza caratteriale possa trasformarsi facilmente in pazzia.

Completamente plagiata dal suo amante infatti, Myra, da ragazza intelligente, sensibile, anche se un po' chiusa in seguito alla morte di un suo amichetto all'età di 15 anni (di cui lei si sente fortemente in colpa), si trasforma in un concentrato di pura indifferenza, incosapevolezza, crudeltà. Un mix esplosivo, che la porta a commettere atti che superano di gran lunga la definizione di "cattiveria", per sconfinare nell'inumano, nell'efferato, nell'indicibile.

Myra inizia a trasformarsi quando si innamora di Ian Brady, un ragazzo acuto, ma dalla personalità distorta, disturbata, in crisi di identità fin dalla prima adolescenza. Ian trova la risposta alle sue crisi in una "dottrina filosofica" che qualche anno prima era riuscita a plagiare un popolo intero, portando alla devastazione totale milioni di persone: il nazismo. Ian trova nei libri nazisti e nelle descrizioni di uccisioni e torture un piacevole diversivo alla sua vita altalenante.

Myra, affascinata dalla personalità scostante e misteriosa di Ian, accetta tutto pur di stare con lui: si lascia plagiare facilmente dalle sue idee e ben presto inizia ad approvarle, quasi come un automa, dimenticandosi di essere un'altra persona. Il suo livello di "placida" pazzia la porta a ritenere normale delle autentiche atrocità, soltanto perchè compiute da Ian, del quale diventa complice: si macchia così con lui, nel periodo dal luglio 1963 all'ottobre del 1965, di cinque efferati omicidi di minorenni; torture e abusi sessuali, nonchè documentazioni delle sofferenze delle vittime (come fotografie e registrazioni), sono la prassi per la coppia di disgustosi criminali.

Myra e Ian vengono fortunatamente fermati grazie alla denuncia della sorella e del cognato di Myra, David, il quale fu spettatore dell'ultimo omicidio commesso dai due, che subito dopo aver ucciso un ragazzo di 16 anni, accanto al suo cadavere sanguinante, riuscirono a gustarsi un tè ridendo di quella che ritenevano la buffa espressione della vittima, nel suo ultimo attimo di vita, prima di veder calare un'ascia sulla sua faccia.

Myra è morta nel 2002 in carcere, per un'infezione alle vie respiratorie. Quando fu arrestata, nel 1965, non si rese subito conto di tutto ciò che era accaduto, o almeno appariva totalmente indifferente. Poi, come risvegliatasi da una trance, ruppe qualunque rapporto con Ian e cercò di dichiararsi innocente per anni, inviando centinaia di lettere per perorare la sua causa. Finchè nel 1986, non decise di confessare la sua partecipazione a tutti i crimini, rispondendo alla lettera scritta dalla mamma di una delle vittime, la quale voleva conoscere la verità sulla morte di suo figlio.

Myra è stata la prima donna in Inghilterra ad essere stata coinvolta in una serie di omicidi con torture e atti sessuali. Sconvolse il Paese e il mondo intero. Impossibile dare un senso a tutto questo. Impossibile spiegare soprattutto l'indifferenza, l'apparente quiete di questa donna, di fronte ad atti completamente innaturali. No, non si tratta più di cattiveria. Tutto questo ha un nome che forse non esiste nemmeno nel vocabolario.

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