Depressione, trattamenti a lungo termine

Proseguo con i post inerenti depressione e psicoterapia. Invito anche a leggere i precedenti post, questo il primo e questo il secondo. Se si possa trattare la depressione soltanto con i farmaci è questione vecchia quanto gli stessi psicofarmaci. La questione può essere posta anche in un altro modo, ovvero se sia meglio il farmaco

Proseguo con i post inerenti depressione e psicoterapia. Invito anche a leggere i precedenti post, questo il primo e questo il secondo. Se si possa trattare la depressione soltanto con i farmaci è questione vecchia quanto gli stessi psicofarmaci.

La questione può essere posta anche in un altro modo, ovvero se sia meglio il farmaco o la psicoterapia. E' ormai assodato che, una volta affrontata e risolta la crisi acuta sono sempre possibili le ricadute. Così come è dimostrato che, finché si assume un farmaco rivelatosi efficace, le ricadute non si presentano.

A fornire nuovi elementi cito uno studio statunitense in cui psicoterapia e farmacoterapia vengono messe a confronto proprio sul versante delle ricadute. La ricerca è stata condotta in un modo originale. E' stato selezionato un campione di persone che soffrivano di depressione media-grave, avviati ai due tipi di trattamento. Del gruppo iniziale sono stati selezionati quelli che avevano risposto positivamente al trattamento assegnato, farmaci o psicoterapia che fosse, che sono risultati il 57% del totale, pari a 104 persone. Quelli finora trattati con i farmaci sono stati suddivisi a loro volta in due gruppi, uno che ha continuato ad assumere i farmaci a dosaggio pieno e un altro cui sono stati sostituiti col placebo e che, quindi, ha interrotto l'assunzione pur senza saperlo. A coloro cui era stata interrotta la psicoterapia erano concesse tre sedute "di rinforzo".
A questo punto restava da vedere se e quando si sarebbero presentate le ricadute. Queste ultime erano definite come il ripresentarsi dei sintomi depressivi per un periodo di almeno due settimane. Questa fase di osservazione è durata 12 mesi. Al termine del periodo la conclusione era abbastanza semplice: dopo l'interruzione, chi era stato sottoposto a psicoterapia era molto meno esposto alle ricadute di chi aveva assunto e sospeso i farmaci; tra i primi, infatti, la risposta sostenuta si presentava soltanto in poco più del 16% dei pazienti, mentre era del 37% circa nel secondo gruppo. Chi continuava ad assumere farmaci aveva una risposta sostenuta nel 27% circa. Tuttavia la differenza tra chi aveva sostenuto la psicoterapia e chi continuava ad assumere i farmaci non era ritenuta significativa. In definitiva, anche un ciclo di 4 mesi di terapia, se ha successo, protegge dalle ricadute almeno quanto continuare a prendere farmaci.

Inoltre: coloro che avevano superato senza ricadute il periodo di follow-up, sono stati osservati per un altro anno, interrompendo però qualsiasi terapia. A questo punto, se si fosse ripresentata la depressione non si sarebbe trattato di una ricaduta ma di un nuovo episodio. In questa seconda fase, la depressione si è ripresentata soltanto nel 17,3% dei pazienti trattati dallo psicoterapeuta e nel 53% di quelli trattati soltanto con i farmaci.

Naturalmente, come tutti, cito ricerche di parte, cioè quelle ricerche (comunque assolutamente accreditate) che dimostrano come la psicoterapia sia, per un motivo o per l'altro, superiore – quanto ad efficacia – rispetto agli psicofarmaci: questo perchè tali studi coincidono con quella che è la mia convinzione clinica, fondata su anni di lavoro ed esperienza clinica.

Fonte: Hollon SD et al. Prevention of relapse following cognitive therapy vs medications in moderate to severe depression. Arch Gen Psychiatry. 2005 Apr;62(4):417-22.

Francesco Giubbolini, psichiatra, siena

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