L’importanza di essere ZIA

Una volta la parola “zia” evocava una signora di mezz’età, possibilmente zi-tella, o quantomeno senza figli, che sfornava crostate e ospitava i nipoti nella sua casa di campagna: una figura dolce e pacata, con un pizzico di autorevolezza dato dagli anni.Oggi assistiamo ad una rivoluzione: le zie sono giovani, carine e alla moda, non fanno

di martast

Una volta la parola “zia” evocava una signora di mezz’età, possibilmente zi-tella, o quantomeno senza figli, che sfornava crostate e ospitava i nipoti nella sua casa di campagna: una figura dolce e pacata, con un pizzico di autorevolezza dato dagli anni.

Oggi assistiamo ad una rivoluzione: le zie sono giovani, carine e alla moda, non fanno più crostate, ma portano i nipoti da Mac Donald, a fare shopping, al luna park (e si divertono più dei pargoli). Amiche, confidenti, ma adulte abbastanza da saper proteggere e consigliare.

I bambini le adorano.

Scevre di ogni dovere genitoriale sono libere di viziare i bambini a più non posso, letteralmente “comprandosi” la loro adulazione, permettendogli quello che in casa è vietato, accondiscendendo ai più disparati desideri infantili e mollando poi i pupi sovraeccitati e pieni di regali ai “severi” mamma e papà.

Non è il “mestiere” più bello del mondo??