Il pedofilo polimorfo perverso

Pubblico un ampio stralcio tratto da un commento di un lettore, che riferisce di una intervista, e di una trasmissione televisiva, che non ho visto, alla quale tra gli altri ha partecipato il dottor Francesco Riggio, psichiatra. Pubblico le affermazioni del collega, che pure non conosco, perchè intendo con ciò sottoscriverle totalmente.”…Il bambino, in tenera

Pubblico un ampio stralcio tratto da un commento di un lettore, che riferisce di una intervista, e di una trasmissione televisiva, che non ho visto, alla quale tra gli altri ha partecipato il dottor Francesco Riggio, psichiatra. Pubblico le affermazioni del collega, che pure non conosco, perchè intendo con ciò sottoscriverle totalmente.

"…Il bambino, in tenera età, è tutto inconscio, non conosce bugia e la seduzione perché non ha ancora ben strutturato la coscienza, né sviluppato la sessualità: ha un’ottima memoria, percettivo e sensibile è pieno di fiducia verso l’adulto. Cosí la pensa lo psichiatra Francesco Riggio che opera presso un “centro esordi psicotici” per adolescenti a Roma e che piú volte è intervenuto sul caso che sta mettendo in ginocchio un’intera comunità alle porte di Roma. Detto del bambino tocca al pedofilo. “Il pedofilo invece lucido, freddo, anaffettivo, fantastica e a volte agisce – precisa Riggio – dietro la maschera della gentilezza e dell’affettuosità, una violenza inaudita, rivolta a distruggere la bellezza, la fantasia, la vitalità del bambino”.

A scanso di equivoci quindi, “è innegabile la sanità di fondo del bambino, come la malattia mentale nascosta del pedofilo”, aggiunge Riggio e precisa ancora “fantasia, sensibilità, vitalità e fiducia totale nell’altro, sono le qualità del bambino che non è ancora pronto, per ovvie ragioni psico-fisiche, al rapporto sessuale: lucidità, freddezza e anaffettività, che non ostacolano il comportamento e la vita di relazione, fanno la malattia mentale nascosta del pedofilo che è persona normale, gentile, affettuosa”. Un rapporto quello del pedofilo con il bambino basato solo su violenza e sopraffazione: il piú forte contro il piú debole? “Sí, quando c’è la malattia mentale nascosta – risponde Riggio – non puó esserci né interesse né amore per l’altro”. A perdere è sempre il bambino? “In situazioni simili – è la risposta dello psichiatra – senz’altro, il bambino autentico e sincero, si fida dell’adulto, non pensa che possa fargli del male e quindi fa dice quel che gli è chiesto”. Ma attenzione, avverte lo psichiatra, “il bambino non conosce la seduzione, non seduce, né tanto meno e’ un polimorfo perverso un animaletto come dice, purtroppo, una certa cultura di sinistra rifacendosi a un falso profeta del ‘68 come Foucault o ad un altrettanto falso Padre della Psicoanalisi, come Freud”. Insomma, “per riconoscere la malattia mentale, per conoscere il pensiero umano, il funzionamento della mente umana, bisogna – conclude Riggio – liberarsi dei falsi profeti e delle false credenze, compresa quella religiosa”.

francesco giubbolini, psichiatra e psicoterapeuta, siena