Il museo della mestruazione

Attualmente sopravvisuto solo on-line, il Museo della Mestruazione è esistito dall’agosto 1994 all’agosto del 1998, primo ed unico luogo al mondo dedicato esclusivamente alla cultura del ciclo mestruale. Il museo, nato per volere dello statunitense Harry Finley che lo ha creato nel seminterrato della sua casa nel Maryland, ha festeggiato 10 anni di attività nel

Attualmente sopravvisuto solo on-line, il Museo della Mestruazione è esistito dall’agosto 1994 all’agosto del 1998, primo ed unico luogo al mondo dedicato esclusivamente alla cultura del ciclo mestruale. Il museo, nato per volere dello statunitense Harry Finley che lo ha creato nel seminterrato della sua casa nel Maryland, ha festeggiato 10 anni di attività nel 2006.

Oggi lo si può visitare solo virtualmente, mentre Harry aspetta di trovare un luogo pubblico che lo ospiti.

Il MUM accontenta proprio tutti: dalle appassionate di storia antica che troveranno notizie e curiosità risalenti all’antico Egitto alle assetate di advertising, che potranno fare un viaggio tra le prime campagne pubblicitarie sull’argomento, fino agli appassionati d’arte.

Curiosando tra le tantissime sezioni del museo si scopre che la prima donna ad apparire in una pubblicità per un assorbente fu Lee Miller, la fotografa compagna di Man Ray, nel 1928.

Si trovano i prototipi delle prime coppe contenitive e dei primi tamponi, insieme a tantissime altre curiosità su uno dei simboli più forti della femminilità, che forse meritava un museo, un luogo che fosse testimonianza di tutti i piccoli gesti, oggetti e riti a cui noi donne siamo abituate da millenni.

Credo valga la pena fare un tour virtuale del museo: guardare le immagini di tamponi in uso secoli fa, ma così simili ai nostri; leggere la storia del ciclo mestruale nel medioevo e nel secolo moderno; sorridere, ancora una volta, curiosando tra i mille sinonimi con cui le abbiamo chiamate in tutto il mondo.

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