Siti pro ana e pro mia: un nuovo studio delinea un quadro spaventoso

Quello condotto dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health si presenta come lo studio più completo e dettagliato sul panorama dei siti pro ana e pro mia, cioè di tutti qui non-luoghi virtuali che eleggono a stile di vita paradossalmente e pericolosamente sano, disturbi psichici e alimentari come anoressia e bulimia. Lo studio è recentissimo e delinea quindi un quadro che è sicuramente quello attuale.

A impressionare per prima cosa sono i numeri: dei 180 siti analizzati (soltanto americani e probabilmente nemmeno tutti quelli realmente esistenti sull'argomento), il 79% offre servizi interattivi, come il calcolo dell'IMC, l'84% parla di anoressia, mentre il 64% parla di bulimia, e tra questi ovviamente una buona percentuale inneggia a entrambe le malattie. Perchè di questo si tratta. L'85% di questi siti poi mostra fotografie di presunti "modelli" da seguire, spaventosi esempi di magrezza; l'83% invece fornisce anche consigli pratici per raggiungere un pericoloso stato di incosciente alterazione di sè: consigli per vomitare meglio, per usare lassativi più veloci, per coprire le tracce della malattia agli altri, per diventare bugiarde con tutti.

Basta qualche breve ricerca con Google, per rendersi conto che in Italia la situazione (numeri a parte) non è poi così diversa: i suggerimenti sono sempre gli stessi, i comportamenti non cambiano. E pur essendoci qualche ragazza che dichiara apertamente di sapere che sta sbagliando, il risultato è lo stesso: internet in questo caso si trasforma in una rete di paura, in uno strumento terribilmente efficace per farsi e fare del male.

Non riporterò link o frasi dai siti che ho scovato per il web: mi farei nuovamente veicolo di messaggi sbagliati. Ma non posso fare a meno di chiedermi quanto possa centrare l'esistenza di simili nefandezze con l'aumento dei suddetti disturbi alimentari fra le giovanissime. E non posso fare a meno di chiedermi, non senza una certa inquietudine, come sia possibile credere che il tunnel di dolore che l'anoressia o la bulimina creano, sia una cosa sana e un esempio da seguire. Pur conoscendo abbastanza bene la complessità della psiche umana, compresa di tutti i suoi angoli bui, non riesco a capire perchè una giovane donna possa sopportare così vicina a lei, la costante e pesante presenza della morte, nascosta in tutti i risvolti di queste malattie. Invece a questa ipotetica giovane donna sembra far paura al contrario proprio la vita. Perchè?

Foto | Flickr

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