Sesso, eucaristia ed imbonitori televisivi

Ieri sera abbiamo visto televisione i volti della pedofilia. I volti veri. abbiamo visto il volto della chiesa, impassibile o quasi, farcito di distinguo e di ‘però’ del tutto fuori luogo, laddove l’unico atteggiamento lecito sarebbe stato invece quello dell’atto di dolore. abbiamo visto il volto lascivo del prete pedofilo irlandese, processato in america, cui

Ieri sera abbiamo visto televisione i volti della pedofilia. I volti veri.

abbiamo visto il volto della chiesa, impassibile o quasi, farcito di distinguo e di 'però' del tutto fuori luogo, laddove l'unico atteggiamento lecito sarebbe stato invece quello dell'atto di dolore. abbiamo visto il volto lascivo del prete pedofilo irlandese, processato in america, cui brillavano gli occhi al ricordo delle violenze, delle bambine, delle occasioni.

e abbiamo visto i volti, ormai adulti, dei bambini violati, ed i segni, nei loro volti, di quello che ancora rimane delle violenze terribili che hanno subito. quando la donna parlava delle violenze che per 15 anni ha subito, impotente e sempre più fragile, quando ha raccontato che il prete le proponeva la violenza come un dono di dio, ed il sesso orale come eucaristia, quando ha raccontato di essersi rivista nelle fattezze della figlia dodicenne, e di aver cercato il riscatto per quella bambina che era, o che avrebbe potuto essere, mi sono accorto che stavo piangendo ed ho avuto la tentazione di cambiare canale. ma non l'ho fatto.

la chiesa non ha fatto altro che riproporre quello che già la psicoanalisi, poi la cultura, poi la società intera, ha a sua volta fatto: ha cambiato canale. ha rimosso, ha negato. ed ha criminalizzato la vittima.

del resto, non accade la stessa cosa ogni volta che qualcuno violenta una donna?

non ho mai amato Santoro; ma l'ho amato profondamente quando ha detto, alla signora di Firenze: "mi inchino di fronte alle sue parole, che sono una lezione per tutti noi".

Invece, non sono riuscito ad ascoltare le battute finali di Vauro, che pure apprezzo, ed ho finalmete premuto il tasto del telecomando; per andare a finire su raitre, dove Andreoli diceva, e mi è parso che mi togliesse le parole di bocca, che l'orrore non ha più limiti, e si riferiva alla donna di perugia, incinta di otto mesi, uccisa pare dal marito. E diceva anche un'altra cosa assolutamente vera, e cioè che alla violenza, a qualunque violenza, ci si dovrebbe opporre, che deve esservi intolleranza totale nei confronti della violenza, da parte di chiunque, perchè la violenza stessa non trovi occasione ulteriore di sviluppo.

Infine. ora se ne parlerà, ed è di certo un bene. ma occorre fare attenzione ad una cosa: che i limiti di tolleranza all'orrore non crescano ancora.

gli imbonitori televisivi oramai non vendono più pentole ma – appunto – tolleranza e comprensione, nei confronti di tutto e di tutti, vendono motivazioni e distinguo, dibattiti di esperti e talk show, e vendono normalità, ed il rischio è che, alla fine, anche al crimine più orrendo ci si possa abituare, certo non a parole, ma nel "sentire".

 

francesco giubbolini, psichiatra

 

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