Il fotoritocco alla rovescia: Photoshop si usa anche sulle magre per nascondere le ossa a vista

inna pipilenko

Non ci scandalizziamo neanche più quando scopriamo la quantità di fotoritocco di molte immagini pubblicitarie, ma in genere si mira a nascondere i segni dell’età, la cellulite, qualche chilo di troppo. La tendenza degli ultimi anni invece pare essere addirittura quella opposta, almeno per quel che riguarda la fotografia di moda che ritrae modelle estremamente magre: il fotoritocco alla rovescia si occupa di rimpolpare le loro ossa a vista. Si tratta comunque di mistificazione e s’avverte con più forza il contrasto con il tentativo di riportare in passerella modelle in carne e sulle copertine cover girl senza trucco.

Le foto che vedete ritraggono la modella Inna Pipilenko fotografata per il brand The Row delle sorelle Olsen. La sua estrema magrezza fa quasi impressione, si direbbe una pubblicità progresso contro l’anoressia se solo ci fosse uno slogan che esplicita la sensazione di fastidio provocata dalle ossa a vista della modella, dalle sue gambe scheletriche, dalla totale assenza di qualunque curva. Allora è meglio intervenire con Photoshop per ritoccare, sistemare, rendere più gradevole l’immagine finale? Non è facile rispondere a questa domanda, come non lo è affrontare il problema dell’eccesso di magrezza delle modelle che contribuiscono a definire il canone di bellezza dominante.

Non sappiamo se queste immagini, pubblicate sul sito del retailer Bergdorf Goodman, siano effettivamente state ritoccate oppure no intervenendo sul corpo della modella, ma portano alla mente le parole di Coco Rocha che ha raccontato di essersi sentita dire da un agente che nessuno voleva che diventasse anoressica, bastava che lo sembrasse! Tutto per aderire ad un modello su cui la moda veste meglio? Esattamente. E a noi chiedono di sospendere il giudizio morale per goderci solo l’aspetto estetico. Ma si può scinderli del tutto, in alcuni casi? E perché dovremmo?

Via | Jezebel

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