Assolto dalla violenza perché la moglie non aveva paura di lui

Donna che punta l'indice contro l'obiettivoRingrazio Francesca Sanzo per avermi segnalato questa incredibile questa notizia di cronaca: un uomo, che aveva maltrattato la moglie per tre anni, viene condannato ad otto mesi di reclusione. La condanna viene però annullata in Cassazione. Perché?

Dinanzi alla Suprema Corte l'uomo ha sostenuto con successo che non si trattava di maltrattamenti in quanto la moglie "non era per nulla intimorita" dal comportamento del coniuge, ma solo "scossa, esasperata, molto carica emotivamente".

Naturalmente Mara Carfagna si è espressa a sfavore della sentenza considerandola un vero e proprio regalo per gli uomini violenti. Naturalmente, tutte noi donne, e spero anche qualche uomo, siamo davvero indignati di fronte alla notizia e all'idea che una donna se non soccombe del tutto allora non è una vittima.

E' mai possibile che le percosse e le vessazioni in quanto occasionali e diluite nell'arco di tre anni non siano giudicate un reato? Qui non ci sono solo gli otto mesi di reclusione che fanno comunque ridere, e che dovrebbero essere abbinati ad un serio ed obbligatorio percorso di terapia psicologica; non c'è solo il solito menefreghismo che riguarda la violenza sulle donne.

Ciò che qui sconvolge è che La Cassazione (chi, nello specifico?) ha protetto un uomo violento. Qui ci sono persone che lo hanno spalleggiato. Qui, come al solito, purtroppo, viene da pensare che una seria terapia psicologica dovrebbero farla anche coloro chiamati a giudicare in tribunale, perché non proiettino sui singoli casi una serie di pregiudizi personali.

Via | Repubblica
Foto | Flickr

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