La globalizzazione della bellezza secondo Zed Nelson

zed nelson

Se la globalizzazione è un fenomeno culturale oltre (o addirittura prima ancora) che economico, non ne resta immune neanche la bellezza. Il concetto di bellezza, per la precisione, inteso come canone cui aderire per conformarsi, spesso attraverso la chirurgia, alle norme sociali ed estetiche di una società che sempre più tende ad appiattire le diversità e ad essere una, magmatica, gigantesca.

Non è una novità d’altronde sentire di ragazze dagli occhi a mandorla che si sottopongono a chirurgia per somigliare alle occidentali, per fare solo un esempio su tanti. Non sono le sole. In Cina è diffusa la tendenza a mettersi protesi alle gambe per diventare più alti, in Iran c’è la pià alta percentuale mondiale di nasi rifatti.

Il New York Times ha sollevato la questione analizzando il lavoro del fotografo Zed Nelson che ha esplorato i labili confini tra la ricerca della bellezza canonica (sempre che esista) e la mera e qualche volta pericolosa omologazione.

L’artista ha spiegato di aver voluto immortalare certe discutibili scelte estetiche come prove e moniti per le generazioni future. La diversità non è più un valore ma un segno da cancellare il prima possibile? Un giorno le donne saranno tutte uguali: naso alla francese, altezza da modella, magre, giovani e senza rughe?

Via | Jezebel

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