Etero, omo, coppie e relazioni

Un attento lettore di questo blog mi sollecita con delle (bonarie?) provocazioni ad esprimermi a favore di un tema che gli è caro. Altri, mi sembra di capire, mi sollecitano in senso contrario. Mi dispiace di dover deludere tutti. E vorrei fosse chiaro che non è mia prerogativa quella di esprimere opinioni a favore o

Un attento lettore di questo blog mi sollecita con delle (bonarie?) provocazioni ad esprimermi a favore di un tema che gli è caro. Altri, mi sembra di capire, mi sollecitano in senso contrario. Mi dispiace di dover deludere tutti. E vorrei fosse chiaro che non è mia prerogativa quella di esprimere opinioni a favore o contro nessuno. In virtù del mestiere che faccio, sono abituato ad occuparmi di questioni individuali, e per natura non amo le generalizzazioni: che non mi piacciono per nulla.

I post che, più o meno frettolosamente – purtroppo – scrivo, non hanno la pretesa di esprimere nè quella di ristabilire alcuna verità scientifica assoluta. Questo a proposito di qualunque tema, vuoi che si tratti dell'omo- od etero- sessualità, della coppia e delle relazioni, delle perversioni o della pedofilia. Facendo una doverosa e sentita eccezione per la pedofilia, che ritengo invariabilmente patologia gravissima e crimine orrendo, per il resto non credo si debba considerare ciò che scrivo nulla più che un convincimento personale, parziale, circoscritto a quella che è la mia esperienza – è vero – professionale, ma di certo limitata, come quella di qualunque altro professionista che cerca di comprendere qualcosa a proposito di una delle questioni più complesse della vita, ovvero quella inerente la realtà psichica degli esseri umani . Quanto detto, unitamente al fatto che qualunque generalizzazione mi sembra stupida, mi mette nella condizione di ritenere opportuno, a scanso di equivoci, evitare qualunque provocazione e strumentalizzazione.

Gli psichiatri si occupano, solitamente, delle malattie mentali, ovvero di questioni inerenti la patologia mentale: psichiatria significa precisamente ciò. Le cose che scrivo si riferiscono ad aspetti della patologia e non a categorie assolute: ho scritto post sulla coppia (la psicopatologia della coppia e la follia a due, per esempio) ma non credo che ciò consenta di generalizzare ed esprimere l'idea che qualunque coppia sia espressione di patologia (il termine 'vitadicoppia' non mi piace gran che, mi piacerebbe di più 'vitadirelazione' ma tant'è, questo blog si chiamava già così, e poi più che i termini conta la sostanza delle cose…); ho scritto post sull'eterosessualità (la sindrome del righello – assolutamente un'invenzione – a proposito della fondamentale questione delle dimensioni del pene, ed ho parlato diffusamente ed in termini entusiastici di Rocco Siffredi) ma sono consapevole del fatto che la condizione di eterosessualità può essere patologica, come pure quella dell'omosessualità: conosco eterosessuali che esprimono nel loro essere eterosessuali tutta la loro patologia e conosco omosessuali per i quali si può dire la medesima identica cosa.

Termino questa breve riflessione riprendendo lo stralcio di un commento, molto bello e che ho molto apprezzato, di un mio lettore, intendendo con ciò farlo mio: il commento è di Gio, di ieri 17 giugno, e i corsivi sono miei…

"Non mi piace, in generale, usare definizioni che possono ghettizzare alcuni tipi di persone (non dimentichiamo lo studente che si e' suicidato perche' lo chiamavano "gay"). Lo giustifico solo in rare eccezioni, nel caso dei "pedofili" ad esempio, dal momento che ritengo queste persone veramente malate, forse inguaribili e certamente non degne di essere considerate "persone". A suo tempo mi hanno detto che tutti, uomini e donne, quando nascono, hanno una componente di ormoni maschile ed una femminile. I sessi sono due, maschio o femmina, ma le realta' della vita potrebbero mutare la tendenza sessuale di un individuo. Motivazioni possono essere generate dalla educazione, dalle proprie esperienze negative anche se di tipo eterosessuale. Come ho letto in una delle vostre risposte, sotto le lenzuola ognuno vive la propria sessualita' come meglio crede. Se una persona, "nel rispetto del prossimo", trova piacere e gioia ad avere rapporti di tipo omosessuale o eterosessuale ed anche omosessuale non si deve sentire disperato, represso, infelice emarginato o altro. L'importante e' vivere la propria vita con serenita'. Purtroppo in Italia esiste la mentalita' di additare e condannare questo tipo di rapporti. Magari da persone che, quotidianamente, vivono mancando di rispetto al prossimo a vantaggio dei propri interessi."

Persone che vivono mancando di rispetto al prossimo, a vantaggio dei propri interessi: e lo si può dire davvero a proposito di chiunque. Purtroppo.

Ringrazio Gio per il bel commento. Mi auguro di avere molti lettori altrettanto sensibili ed intelligenti.

FG