Gli uomini preferiscono le russe. Il parere di Gianni Bandiera nel suo Come sposare una russa...e vivere per sempre felici e contenti

Copertina del libroSe avete un amico con una vita affettiva catastrofica mandatelo da uno psicologo. Se si rifiuta comprategli Come sposare una donna russa... e vivere per sempre felici e contenti. Nutrirà per un attimo l'illusione di capire cosa finalmente non va e di sapere dove si trova la sua anima gemella.

Il libro si pone infatti come una utile guida per chi voglia intraprendere un viaggio in Russia in cerca della moglie adatta a sé. Spiega come evitare le trappole, come comunicare con le russe, cosa fa loro piacere sentire, eccetera.

Gianni Bandiera sostiene, giustamente, che le ragazze dell'est sono spesso oggetto di pettegolezzi maligni e di illazioni sulla loro disponibilità sessuale e che è ormai ora di smontare questo pregiudizio. Sono assolutamente d'accordo.

Sono anche d'accordo sul fatto che il detto "mogli e buoi dei paesi tuoi" non abbia mai avuto senso e men che meno ne ha oggigiorno con le nuove migrazioni, i social network, l'ampliata possibilità di viaggiare e di conoscere altre culture.

Qui mi fermo, perché molte altre affermazioni dell'autore mi trovano assolutamente perplessa. Ad esempio quando dice che l'uomo romantico in Italia non può più muoversi, perché le donne, spaventate dall'idea che gli uomini siano tutti aggressori, non accettano più neanche di essere aiutate a portare la borsa della spesa.

Ora, ragazze mie, una domanda: quanti uomini italiani romantici avete incontrato nella vostra vita? Quanti molestatori? Credo che sia un conto facile facile per la maggior parte delle donne. Non parlo di maniaci sessuali, ma di uomini pronti ad allungare una mano dove più ritengono opportuno e senza che prima di siffatto gesto vi sia stato un minimo di corteggiamento vero e proprio.

Se poi pensiamo alle donne morte in Italia nelle ultime settimane per mano di uomini e a tutte quelle, che molte di noi conoscono, vittime di violenze fisiche e psicologiche, il gioco è fatto.

Ma passiamo oltre. C'è un'altra interessantissima frase che ha attirato la mia attenzione:

Diciamo che i comuni problemi esistenziali delle coppie occidentali le sfiorano appena. Prendiamo ad esempio uno dei dilemmi della nostra società: cosa scegliere tra il lavoro e la famiglia? Nella maggior parte dei casi una donna italiana decide di avere figli solo dopo essersi laureata, specializzata ed aver frequentato un master. Anche una volta sposata difficilmente rinuncerà all'autonomia e all'opportunità di fare carriera. Per le russe, invece, il problema non si pone: avere una buona posizione non significa rinunciare alla famiglia. Riescono ad essere allo stesso tempo madri, moglie e lavoratrici.

Potrei dire che prima che una donna italiana trovi un uomo decente da sposare e con cui fare figli deve aspettare di arrivare al master, ma sarebbe troppo facile ed ingiusto verso mariti meravigliosi come il mio. Però sfido chiunque a sostenere che le donne italiane non siano insieme madri, mogli e lavoratrici.

Potrei continuare, ma meglio mettere un punto fermo. Il problema di fondo è credere che un gruppo culturale o un ceppo etnico o un qualsivoglia insieme di presone etichettabili con un'unica parola racchiuda in sé una serie di qualità o di difetti.

Lo trovo un modo di pensare pericoloso e controproducente. Non credo sia giusto per le italiane come per le russe, che sono ognuna un individuo a sé stante, ciascuna con proprie caratteristiche. Lo stesso vale per i signori maschietti. L'amore non lo si può trovare così anche se casi fortunati ce ne sono. Ma sono, appunto, casi fortuiti.

I libri della aliberticastelvecchi solitamente mi offrono molti spunti di riflessione e anche momenti di puro divertimento. Questa volta, invece, concludo la lettura del libro piena di perplessità e leggermente indispettita. Naturalmente si tratta di un parere personale, perciò aspetto di sentire le vostre opinioni in merito.

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