Berlusconi e il candaulesimo

Quasi nessuno sa cos’è il candaulesimo. Ho scritto un post su Rocco Siffredi nel quale parlavo del voyeurismo, il candaulesimo è una particolare forma di questa perversione. Ma che c’entra Berlusconi?Il candaulesimo è il piacere masochistico o sadico derivante dall’esporre la propria partner nuda davanti ad altri uomini. Masochistico per l’umiliazione di vedere la propria

Quasi nessuno sa cos'è il candaulesimo. Ho scritto un post su Rocco Siffredi nel quale parlavo del voyeurismo, il candaulesimo è una particolare forma di questa perversione. Ma che c'entra Berlusconi?

Il candaulesimo è il piacere masochistico o sadico derivante dall'esporre la propria partner nuda davanti ad altri uomini. Masochistico per l'umiliazione di vedere la propria donna guardata da altri, o sadico per il gusto di sottoporla all'umiliazione della pubblica esposizione. La forma masochistica estremizzata del candaulesimo è il cuckold: più che una pratica, il 'cuckolding' è uno stile di vita: ci sono comunità di uomini (ma anche donne) che godono ad essere traditi. Molti amano guardare la propria donna far l'amore con altri e addirittura filmare il tutto per 'goderselo' meglio, è una vera e propria umiliazione psicologica che va oltre l'atto sessuale in sè.

La cronaca nera di – ormai – qualche anno in Italia rriferisce di tre morti che nel 1970 scandalizzano la "Roma bene". Lui era "Camillino" Casati Stampa, erede di una fortuna colossale. Lei Anna Fallarino, 41 anni donna bellissima. L'altro è Masssimo Minorenti, amante di Anna.

La sera del 30 agosto del 1970, a disturbare la quiete del quartiere più «in» di Roma, i Parioli, arrivano, ripetuti, i colpi di un fucile. I domestici chiamano la polizia e il capo della mobile Valerio Gianfrancesco non impiega molto ad arrivare. Anche se ormai non c'è più molto da fare, perché nella camera del marchese trova solo cadaveri. Tre per la precisione: il primo è quello di Anna, il secondo di Camillo, mentre l'ultimo é Massimo Minorenti. La perquisizione.dell'appartamento porta allo scoperto segreti nascosti e incredibili. Centinaia di foto di lei nuda, in pose provocanti, ma non solo. Ci sono anche scatti che la sorprensono in atteggiamenti esplicitamente sessuali con uomini diversi. Poi, in un cassetto, la chiave di volta dell'intera storia: il diario scritto da Camillo Casati in cui sono annotate sistematicamente, e commentate a volte entusiasticamente, le performances sessuali della moglie con numerosi e diversi uomini. Il tono però non è quello di un marito tradito e disperato, ma di un curioso ed entusiasta osservatore.

Riporto parte di una intervista di Emilio Servadio sull'argomento:

"…Quest'uomo … non solo si compiaceva nel sapere che altri uomini avevano rapporti intimi con la moglie, ma esigeva di assistere a questi rapporti, li fotografava, li filmava, partecipava e, quel che più conta, arrivava al punto di incoraggiarli e di promuoverli. Ora, qual'è la struttura di questi casi, che sono senz'altro abbastanza eccezionali, ma non rarissimi? … Innanzitutto, in questi uomini c'è sempre una forte componente omosessuale, che può essere inconscia o qualche volta pressappoco cosciente: ho letto che il marchese Casati avrebbe fatto delle "avances" dirette al partner della moglie: è una ipotesi di cui non mi meraviglierei affatto. Ciò che comunque rimane piuttosto inconsapevole, in genere, è il fatto che, in casi come questo, la donna inconsciamente rappresenta una parte femminile del proprio "io". Senza rendersene conto, in altre parole, l'individuo proietta la sua componente femminile sulla donna; dopo di che, il resto avviene quasi naturalmente e si comprende benissimo che l'incontro diventa veramente un incontro omosessuale… Perché quest'uomo, ad un certo momento, si è ribellato ad una situazione che egli stesso aveva creato e di cui evidentemente godeva? La chiave dell'enigma … sta in questo: il masochista, contrariamente a quanto comunemente si crede, non è un individuo che si lascia maltrattare "ad libidum", cioè secondo i desideri e i capricci dell'altra persona. Il masochista è sempre un regista, un programmatore di situazioni. Andiamo alle origini: Leopold von Sacher Masoch, che ha dato il nome a questa perversione, scriveva alla sua donna, Wanda von Dunajew: "Verrò da te all'ora tale, tu sarai vestita con un paio di stivali alti e neri, avrai un frustino in mano e mi dirai: 'Schiavo, inginocchiati, perché io sono la tua regina'. Lo scriveva lui, dunque, dettava lui il programma; e se la partner ad un certo punto, si fosse dimenticata del suo ruolo e non gli avesse dato quelle tante frustate, Masoch si sarebbe ribellato in maniera terribile. Come fece, in effetti, quando tentò di strangolare sua moglie, trovata in una situazione che non era quella programmata… Nel caso di cui si discute, l'impressione è che il marchese Casati si sia trovato proprio di fronte alla sensazione di non dominare più la situazione, di vedere che era avvenuto qualche cosa che sfuggiva ai suoi programmi. A questo punto vi è stata una inversione di direzione dei suoi impulsi aggressivi, che ha provocato quel che sappiamo… "

Fin qui, la storia. Poi, inaspettatamente, Berlusconi ad Arcore: l'intreccio fra due storie clamorose di cronaca, ma lontane, sopratutto diverse, vicende di sangue e gelosia, assieme a intrecci oscuri di denaro e illeciti favori. E' il caso della villa dei Casati Stampa. I Casati Stampa sono una famiglia patrizia del nord. In Lombardia, alla loro scomparsa, nel 1970, sta il grosso dei loro beni: il loro patrimonio viene calcolato a 3-400 miliardi, un'enormità. Fra le altre cose, una villa e terreni in quel di Arcore. La villa di Berlusconi – quella degli incontri segreti per fare Forza Italia, quella delle discussioni con Bossi, con gli apparati della Mondadori e, via via, infiniti altri appuntamenti del recente calendario del potere – è proprio quella dei Casati Stampa. E' nota la storia complicata sui modi in cui è passata dal defunto marchese uxoricida al re della Tv commerciale in via di diventare leader dei moderati italiani; l'eredità Casati Stampa finisca alla marchesina Annamaria, all'epoca minorenne. C'è un tutore, c'è un avvocato amico, tale Previti, e c'è la decisione di vendere la villa alla cifra ufficiale di 500 milioni… e il resto è noto.

fonti: Nera, di Lucarelli e Picozzi, Mondadori, 2007 – wikipedia – berluscastop.it – numagazine.it – dagospia