Bambini e psicofarmaci, e lo psichiatra come l’uomo della sabbia.

Riporto un articolo tratto dal supplemeto ‘Salute’ del Corriere della Sera inerente psicofarmaci e bambini e qualche considerazione personale a commento. “Il controllo degli psicofarmaci ai bambiniUna nuova proposta di legge: ma forse basterebbe applicare le norme che ci sono” Lettera: Ho letto che è stata presentata una proposta di legge che vieta l’adozione nelle

Riporto un articolo tratto dal supplemeto 'Salute' del Corriere della Sera inerente psicofarmaci e bambini e qualche considerazione personale a commento.

"Il controllo degli psicofarmaci ai bambini
Una nuova proposta di legge: ma forse basterebbe applicare le norme che ci sono"

Lettera:

Ho letto che è stata presentata una proposta di legge che vieta l'adozione nelle scuole di test psichiatrici, senza il consenso dei genitori. Io faccio l'insegnante in una scuola elementare e sono rimasta sorpresa. Pensavo che questo obbligo ci fosse già…

F.L.( Roma)

"Sono d'accordo con lei. Mi sembra infatti che questa proposta di legge (condivisibile nei contenuti) rientri nel costume molto italiano, popolo dalle centomila leggi, di riproporre norme che già ci sono e che (questo casomai è il problema) non vengono rispettate. Ricordiamo che la legge si propone di regolamentare l'uso degli psicofarmaci nei bambini: in Italia sono soltanto tre le specialità indicate. Due di essi (il metilfenidato, cioè il Ritalin, e l'atomoxetina) servono per curare la controversa Adhd (sindrome da iperattività e deficit di attenzione), il terzo, la fluoxetina (il Prozac, per intenderci) è uno dei più diffusi antidepressivi. La proposta di legge raccomanda in questo campo la massima attenzione e controllo da parte delle Regioni, il che ci sembra un semplice richiamo a un dovere. Per quel che riguarda i tre farmaci c'è già una normativa giustamente molto restrittiva: prescrizione soltanto da parte di un neuropsichiatra infantile, la costituzione di un registro Nazionale e il monitoraggio obbligatorio dei piccoli pazienti per l'Adhd, limite sopra gli otto anni e con precise indicazioni di gravità della malattia e sempre in associazione a una psicoterapia per la fluoxetina. La legge infine prevede anche, come lei ricorda, il divieto di sottoporre i bambini nelle scuole a test psichiatrici e a qualsiasi provvedimento terapeutico senza il consenso dei genitori. Sacrosanto: ma sembra anche a me che questo obbligo ci sia già e si chiami «consenso informato». La mia impressione è che questa legge voglia soltanto cavalcare un atteggiamento diffuso dell'opinione pubblica, che considera lo psichiatra una specie di «uomo nero» da tenere lontano dai bambini, con il suo armamentario di pericolosi farmaci. Questo atteggiamento mi sembra comporti un rischio: quello di sottovalutare la malattia psichiatrica, soprattutto la depressione (2 per cento dei bambini e 7 per cento degli adolescenti). Giusto non fidarsi troppo dei farmaci, limitandoli il più possibile e subordinandoli alla psicoterapia, ma attenzione a non «mettere fuori legge» la prevenzione di una malattia grave e diffusa."

Riccardo Renzi, Corriere della Sera Salute 17.6.07

Personalmete, ritengo che la somministrazione di farmaci ai bambini debba davvero essere limitatissima, e subordinata non solo ad una prescrizione specialistica, ma a quella di uno specialista neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, cioè ad una figura professionale che abbia una specifica competenza anche in ambito psicoterapico, cosa che non è 'automatica' nemmeno quando si parla di neuropsichiatri dell'infanzia.

Il discorso infatti della diagnosi e della terapia della depressione in ambito infantile è ancor più complesso di quanto non sia a proposito della popolazione adulta, e deve o dovrebbe seguire un protocollo quanto mai dettagliato che comprenda come essenziale anche una analisi approfondita della eventuale psicopatologia e della psicodinamica del nucleo familiare intero.

Non sono d'accordo con le affermazioni di Riccardo Renzi quando sostiene che sarebbe sufficiente applicare le norme già esistenti; nonostante le normative vigenti infatti, anche a proposito degli adulti, gli psicofarmaci antidepressivi ed ansiolitici sono tra i farmaci più prescritti ma anche più 'abusati' in assoluto: se si considera, oltre a ciò, la scarsa conoscenza dell'efficacia terapeutica di tali farmaci a lungo termine, e la ancor più scarsa conoscenza degli effetti sul sistema nervoso centrale della somministrazione prolungata di tali sostanze, l'opportunità e -direi – l'obbligo di una limitazione estrema diviene evidente.

Credo che tale estrema prudenza dovrebbe essere considerata fondamentale anche a proposito degli adulti, a maggior ragione per quanto riguarda la somministrazione di tali farmaci ai bambini.

Proprio perchè lo psichiatra non deve essere 'l'uomo nero' (l'uomo della sabbia?) dei bambini.

Riferimenti: L'uomo della sabbia, di E.T.A. Hoffmann

francesco giubbolini, psichiatra vitadicoppia@gmail.com

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