Psicoinutilità sull’amore

Ti mangerei di Baci, Godibilissima presa per i fondelli delle psico-stupidaggini, a firma di Maria Giovanna Maglie, tratto da Dagospia del 17 aprile 2007. L’ho trovato su questo sito: http://psico-bufale.splinder.com Adoro le cazzate clamorose che la ricerca psico-ormonal-comportamentale ci rifila, di qua e di là dell’Oceano. Meglio di “Beautiful”. Ecco l’ultimo esempio. “Da un punto

Ti mangerei di Baci, Godibilissima presa per i fondelli delle psico-stupidaggini, a firma di Maria Giovanna Maglie, tratto da Dagospia del 17 aprile 2007. L'ho trovato su questo sito: http://psico-bufale.splinder.com

Adoro le cazzate clamorose che la ricerca psico-ormonal-comportamentale ci rifila, di qua e di là dell'Oceano. Meglio di "Beautiful". Ecco l'ultimo esempio.

"Da un punto di vista psicologico l'amore non è altro che la soddisfazione di un desiderio, magari associato anche al raggiungimento di una certa stimolazione sensoriale. In gioco ci sono i concetti di piacere e gratificazione, che sono coinvolti anche nei comportamenti in cui si manifesta dipendenza", spiega a 'Geo' George Stefano, direttore del Neuroscience Research Institute alla Old Westbury di New York. In realtà la questione è più complessa e coinvolge anche fisiologia e biochimica: i più recenti studi infatti dimostrano che l'amore ha molti punti in comune con il fenomeno della dipendenza da droghe.

In occasione del "primo incontro" si manifesta infatti nell'individuo una vera e propria tempesta che gli scienziati attribuiscono a una molecola, la feniletilamina (Pea), che induce effetti simili a quelli delle anfetamine e agisce sul comportamento amoroso regolando la produzione di due ormoni, la dopamina, un neurotrasmettitore che genera sensazioni gratificanti e piacevoli, e la noradrenalina, che provoca eccitazione ed euforia.

"Si tratta di caratteristiche dell'amore romantico", chiarisce Helen Fisher, antropologa americana considerata la massima autorità in tema di biologia dell'amore. "Quella fase dell'amore che consente di concentrare un'enorme quantità di energia sul partner, che diventa l'unico motivo di interesse, al punto di non mangiare e non dormire più". Ma la fase dell'amore romantico è destinata a svanire nell'arco di un anno, per lasciare il posto a un nuovo periodo: "La fase dell'attaccamento", prosegue la Fisher, "in cui la coppia si prepara a mettere al mondo un figlio e ad accudirlo per gli anni a venire". Il passaggio è evidente anche a livello biochimico, come spiega a Geo Enzo Emanuele, del Centro Interdipartimentale di Ricerca di Medicina Molecolare di Pavia: "Mentre i neo-innamorati mostrano elevati livelli di una particolare sostanza, il fattore di crescita nervosa, nel corso del tempo la concentrazione di questa sostanza diminuisce. Si tratta di una molecola che aumenta quando sono in gioco solide interazioni sociali e in corrispondenza di forti emozioni e ansie".

Inoltre nella fase dell'attaccamento tende a salire il livello di altri due ormoni, l'ossitocina nella donna e la vasopressina nell'uomo: sono gli ormoni dell'appagamento e della fissazione nella memoria di ricordi positivi. Il terzo sistema cerebrale analizzato dagli esperti infine è quello legato all'attrazione sessuale, che spinge gli individui ad accoppiarsi ed è legato essenzialmente alla produzione di testosterone.
"In realtà", spiega ancora Helen Fisher, "questi tre sistemi possono funzionare benissimo anche in modo indipendente l'uno dall'altro". Oppure si possono intersecare, come quando, dopo aver fatto l'amore con una persona amica, ci si ritrova pazzamente innamorati: in questo caso l'elevato tasso di testosterone provocato dall'eccitazione sessuale induce un'alta produzione di dopamina e scatena l'amore.

DAMMI SUBITO UN BACIO, AL LATTE CON NOCCIOLE…
Se gli scienziati non vi bastano, accorrono gli psicologi dell'ammore. O del bar.
Un cioccolatino che si scioglie in bocca fa più effetto di un bacio languido. E' quanto assicurano i ricercatori che hanno messo a confronto l'attività cerebrale e cardiaca che si registra nel corso delle due "esperienze": nemmeno il bacio più appassionato può competere con il piacere che procura il cioccolato. "Questi risultati ci hanno davvero sorpreso e intrigato – ha detto il dottor David Lewis, lo psicologo che ha coordinato la ricerca. – Avevamo previsto che il cioccolato, specie quello amaro, potesse far aumentare il ritmo cardiaco, dato che contiene sostanze fortemente stimolanti, ma la durata di questo innalzamento e l'intensità dei suoi effetti sono qualcosa che nessuno di noi aveva previsto".

Nel momento in cui il cioccolato comincia a sciogliersi in bocca, secondo lo studio, il cervello viene stimolato con una intensità molto superiore a quella indotta dall'eccitazione del bacio, e per un tempo quattro volte più lungo. Il cioccolato e' pure un acceleratore del battito cardiaco: le pulsazioni possono passare dalle 60 a riposo alle 140 che seguono la sua assunzione. Anche un bacio fa letteralmente battere il cuore, ma, a quanto pare, molto meno.

ringrazio silvia bianconci di psico-bufale

francesco giubbolini, psichiatra – vitadicoppia@gmail.com 

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