Un resort per fidanzate virtuali: vicino a Tokyo diventano una realtà per attirare clienti uomini

Che la realtà virtuale stesse entrando prorompentemente nella realtà reale, trasformando l'assetto delle relazioni sociali, è cosa ormai assodata da anni: in ordine cronologico, forum, chat, social network e mondi virtuali non fanno che interagire continuamente con la vita quotidiana, concreta e tangibile, modificandone i percorsi e le regole. Poi ci siamo anche abituati a matrimoni e unioni varie con oggetti inanimati oppure celebrate da e con robot. Ma a ciò che sta succedendo in una località sull'Oceano Pacifico, vicino a Tokio, forse non eravamo pronti.

Per attirare giovani clienti di sesso maschile, l'hotel Ohnoya di Atami si è arricchito di una nuova attrazione: grazie alla realtà aumentata infatti, frequentando questo resort tutti i giocatori di "Love Plus" possono finalmente incontrare e trascorrere una vacanza con la loro fidanzata. Bene fin qui nulla di strano, se non fosse per quella locuzione, "realtà aumentata", e per il fatto che la fidanzata in questione non è quella reale, bensì quella virtuale.

Love Plus è un gioco che in Giappone spopola da qualche tempo e che prevede di corteggiare una ragazza (virtuale ovviamente, senza nessuna corrispondenza con la realtà, quindi siamo anche oltre rispetto a mondi come Second Life ad esempio) e di renderla felice mantenendo con lei una relazione stabile e duratura; ogni volta che la donna virtuale è felice, il punteggio del gioco sale. Il tempo trascorre "in tempo reale" appunto e la ragazza virtuale richiede tutte le attenzioni del caso.

Immaginatevi dunque, pensando anche all'attaccamento dei giapponesi a tutto ciò che è gioco, la felicità di tutti coloro che da mesi portano avanti un serio fidanzamento virtuale, nel poter vedere finalmente la propria ragazza a tre dimensioni e a grandezza naturale. In fondo è come una storia a distanza, anche se l'amore in questo caso rimane comunque e necessariamente platonico. L'hotel di Atami è dunque diventato famoso per offrire questa possibilità a tutti i giocatori di Love Plus, incalliti e forse, diciamocelo, anche un po' sociofobici.

Le strade della discussione sono dunque due: da una parte c'è chi sostiene che un gioco come Love Plus sia educativo, perchè insegna agli uomini come si corteggia e si rende felice una donna; peccato che questa presunta felicità sia basata su stereotipi tra i più banali e scontati e che probabilmente, proprio per le regole imposte dal gioco, di tempo per una ragazza "reale" non ne rimanga molto.

Dall'altra parte c'è la solita questione, che però in questo caso mi sembra piuttosto aggravata: quanto può la realtà virtuale farci perdere il senso della realtà reale? La domanda si fa ancora più pericolosa se pensiamo che non è tanto il gioco in sè a suscitarla, quanto l'attrazione offerta dall'hotel Ohnoya, che incoraggia rischiosamente una sovrapposizione inconsistente tra il mondo reale e quello virtuale, creando un terreno sicuramente interessantissimo per studi socio-psicologici, ma contribuendo a costruire anche nuovi specchietti per le allodole, che potrebbero un giorno rivoltarcisi contro.

E vogliamo infine parlare dell'orrenda figura femminile (e intanto viene da chiedersi perchè non ci sia la versione al femminile, con un fidanzato virtuale..) che viene fuori da tutto questo? No, perchè in realtà ho cominciato l'articolo con l'intenzione di ridere. Confesso, sì, la notizia in sè mi ha fatto sorridere, perchè ho pensato che anche noi donne entreremo nel vortice e che un giorno faremo l'amore col mattarello della nostra cucina (quindi è bene che ne acquisti uno al più presto, dato che mi manca) e nemmeno ce ne accorgeremo (che sarà un mattarello, intendo): penseremo che sia il poderoso pene di chissà-quale-uomo-dei-sogni, improbabile parodia del fantomatico principe azzurro. Ma la domanda è un'altra, decisamente più inquietante: ci piacerà?!?

Via | DiscoveryNews

  • shares
  • Mail