Autismo, malattie mentali, drammi familiari

Non drammi della follia, come alcuni sostengono, ma quotidiani drammi della malattia, come è giusto dire. Ha ucciso il figlio autistico e poi si è consegnato ai carabinieri. È accaduto nel Palermitano. I protagonisti di questa tragica storia sono Calogero, di 60 anni, e il figlio affetto da autismo di 26. L’autismo, com’è noto, è una delle più

Non drammi della follia, come alcuni sostengono, ma quotidiani drammi della malattia, come è giusto dire. Ha ucciso il figlio autistico e poi si è consegnato ai carabinieri. È accaduto nel Palermitano. I protagonisti di questa tragica storia sono Calogero, di 60 anni, e il figlio affetto da autismo di 26. L'autismo, com'è noto, è una delle più gravi patologie psichiatriche, cronica ed ad esordio precocissimo.

L'uomo, sabato scorso, ha invitato il giovane a fare una passeggiata come ogni settimana. Dopo averlo accompagnato in aperta campagna lo ha strangolato con una corda. Dopo il delitto,  si è consegnato ai carabinieri. Aveva ancora il cadavere del figlio nel baule dell'auto. Terribile la scena che si è presentata agli occhi dei militari. Agli investigatori, l'assassino ha raccontato il dramma di una vita trascorsa con il figlio ammalato.

Il padre omicida dice: "Era una vita d'inferno" e punta il dito contro quelli che sono rimasti sordi ai suoi appelli e non l'hanno aiutato a far ricoverare il ragazzo in centri specializzati. "Dopo anni di sofferenza non ce l'ho fatta più", ha detto. A scatenare la reazione dell'uomo è stata l'ennesima discussione con il giovane. Anche questa volta, come le altre, nata dalle reazioni inconsulte di Angelo, spesso preda di violenti accessi di ira.

Non è stata individuata una causa specifica per l'autismo. La gravità e la sintomatologia dell'autismo variano molto da individuo a individuo e tendono talora a migliorare con l'età, in particolare se il ritardo mentale è lieve o assente, se è presente il linguaggio verbale, oppure se un trattamento valido viene intrapreso in età precoce. L'autismo può essere associato ad altri disturbidel comportamento, talora altrettanto problematici.

Non esiste purtroppo un intervento specifico valido per tutti allo stesso modo. Inoltre raramente è possibile ottenere la remissione totale dei sintomi. Per questo sono molti e diversi i trattamenti rivolti all'autismo. Gli unici però supportati da studi scientifici sulla loro validità sono gli interventi di tipo comportamentale e quelli di tipo farmacologico.

L'impiego dei farmaci (non esenti però da alta pericolosità e controindicazioni serie e severe) è volto alla riduzione  di alcuni comportamenti problematici o di disturbi associati, col fine di evitare ulteriori aggravamenti o per migliorare in qualche misura la qualità della vita.

Ciò nonostante, il peso della malattia ricade ancor oggi per lo più sulle famiglie, analogamente a quanto accade per molte altre gravi malattie mentali tendenzialmente croniche e gravemente invalidanti, e ciò anche a causa delle insufficienti strutture di alcuni dei servizi sanitari regionali.

Drammi questi purtroppo, se non quotidiani, estremamente frequenti; cui fanno da contraltare le sciocche argomentazioni di coloro che ancora stanno a disquisire attorno all'esistenza – inesistenza delle malattie mentali, alle mistificazioni psichiatriche, ed a tutta un'altra serie di amenità che sarebbero ridicole se non fossero – per l'appunto –  drammatiche. 

francesco giubbolini, psichiatra vitadicoppia@gmail.com

I Video di Pinkblog