Dal libro di Sharon Lamb, i consigli per crescere le figlie al di fuori degli stereoripi del marketing - parte 3



Nel libro Packaging Girlhood, la psicologa americana Sharon Lamb affronta la questione dell'educazione delle fanciulle, a suo parere sottoposte ad un bombardamento mediatico senza precedenti, che ne condizionerebbe la capacità di scelta in ogni settore della vita. Riguardo alle letture, inizia col criticare la figura di Hermione nei libri di Harry Potter:


Nelle prime interviste J.K. Rowling parlando di Hermione la descrive come "fastidiosa". La stessa protagonista del film Emma Watson, ha più volte affermato di non avere niente in comune con questo personaggio, di essere anzi l'esatto opposto. Nel primo libro della serie, Hermione si portava dietro il pesante fardello di ogni ragazza intelligente: una che tende a dire quello che pensa senza problemi, e che non si cura troppo del suo aspetto. Hermione è descritta come una gran prepotente dai denti giganti, sempre arrabbiata come un'oca. D'altro canto, la sua debolezza tutta femminile viene sottolineata con le corse al bagno in lacrime e il rintanarsi sempre da qualche parte. Le sue parole-chiave sono "piagnucolìo" e "panico", e i suoi compagni la accettano solo quando lei diventa più gentile e accomodante, quando inizia a dimostrare le sue doti di astuzia e lealtà.

A me la cosa non sorprende davvero: dopotutto, chi è che preferisce una persona prepotente ad una più gentile? Non mi sembra così malefico come personaggio, anzi, il suo bello sono le sfumature di un carattere fatto di lati belli e meno belli, come tutti. Un'altro estratto dal libro, prende in considerazione, invece, le letture dei giornali di moda:


Il tipo di diversità proposto dalle riviste di moda, è una serie di etichettature. Il messaggio che passa è: se vuoi essere a posto come individuo, devi avere certi bisogni; e il modo migliore per farli affiorare è proporre test e questionari. I risultati servono a etichettare corpi e personalità. Gli articoli di queste riviste pretendono di dare una risposta alla più importante domanda di un'adolescente: "chi sono io?", traendo profitto dalla propensione all'autoanalisi che molte delle ragazze di questa età hanno.

Sulle capacità introspettive femminile siamo d'accordo, e sulla pericolosità di certi modelli di magrezza, anche. Penso però che i giornali di moda siano più che altro rilassanti e senza troppe pretese intellettuali, esattamente quel che ci vuole quando una ha voglia di staccare la spina dagli impegni quotidiani. Certo, è meglio se non rappresentano l'unica forma di lettura di una ragazza (ma neanche di una donna se è per questo), al di là di tutto questo, che male fanno secondo voi?

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