Su Facebook nascono gruppi per uccidere Maicol del Grande Fratello. Ma il suo ruolo nella casa è così positivo?

Si sa che Facebook è un crocevia dei più disparati (e disperati) casi umani. Spesso sorgono gruppi ironici, gruppi beffa contro personaggi famosi e memo, anche fan club per chi ha particolare ammirazione verso un attore o cantante noto. Ma accade, come era successo anche in casi più “eclatanti” che vi siano gruppi che inneggino


Si sa che Facebook è un crocevia dei più disparati (e disperati) casi umani. Spesso sorgono gruppi ironici, gruppi beffa contro personaggi famosi e memo, anche fan club per chi ha particolare ammirazione verso un attore o cantante noto. Ma accade, come era successo anche in casi più “eclatanti” che vi siano gruppi che inneggino all’odio e all’annientare qualche nota personalità della televisione o del cinema. In questo caso, sembra che proprio sul social network più famoso, siano nati gruppi contro Maicol Berti, del Grande Fratello.

Maicol è uno che fa discutere: alcuni gay lo adorano per il suo modo di fare autoironico e divertente, mentre altri non sopportano proprio questo suo carattere e non gradiscono essere rappresentati come “gay” da lui. Alcuni invece tracimano tutto questo e inneggiano addirittura alla morte di Maicol. Si legge, infatti, in alcuni gruppi, qualcosa come “Unisciti se ogni volta che sentite la sua vocetta stridula pensate che deve essere ucciso! Se pensate che sia un insulto per il genere maschile!”. E tralasciando questa frase fedelmente riportata, che invece è un evidente insulto alla grammatica italiana, non è che uno dei tanti esempi.

Un altro, invita ad iscriversi: “per tutti quelli che vogliono vedere quella checca isterica di Maicol del Grande Fratello morto… Così vediamo se “ci piace ancora”! Deve morireeeeee!!!”. Infine, c’è chi è “stufo di questo frocio di merda che continua ad urlare! Sì, lo ammetto, gli voglio dare fuoco!!!”. E se da un lato qualcuno può sottolineare che di gruppi così ne è pieno tutto Facebook, la cosa ‘preoccupante’ è l’adesione e la condivisione di chi, fermamente, è convinto delle sue parole. Perchè, purtroppo, come abbiamo imparato, di omofobia si può anche morire, o essere feriti, seriamente. E quello che dovrebbe essere un esempio per sensibilizzare il telespettatore, rischia di provocare l’effetto contrario.

Maicol inizialmente ha intenerito e incuriosito per questo suo amore contraddittorio verso Giorgio. Lui inizialmente sembrava ricambiare questo affetto, per poi correre in confessionale a lamentarsi di queste presenza “così appiccicosa, nemmeno fosse una fidanzata“. E il pubblico ride, sogghigna, ridacchia, di fronte a questo immagine di apparente macho, inseguito dal gay, invaghito, che saltella per la casa e si fa prendere da crisi isteriche ripetute. L’immagine che ne esce fuori di Maicol è di un amico importante, ma che deve sapere cosa può pretendere senza osare oltrepassare il limite. Un amico che può abbracciare, con cui si può anche dividere il letto, ma che comunque non deve farsi illusioni. In quel caso esce fuori la sua immagine di persona invadente, insicura e oppressiva.

A ricordarcelo, anche la fidanzata di Giorgio, che, amorevole come una madre chioccia, sorride alla telecamera, ricordando a Maicol che “il suo ragazzo non può dargli quello che lui cerca e vuole“. E, nuovamente, il rischio torna ad essere concreto: che Maicol venga rimesso al suo posto, che, sempre più, pare avvicinarsi a quello del ‘buffone di corte’, per risollevare gli animi dei (veri, quelli etero) cuori infranti della casa.

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