La tecnologia aiuta i corteggiatori molesti. Ma le donne, chi le aiuta?

Qualche giorno fa leggo questa notizia: corteggiatore incallito corredato di tecnologie che neanche 007, viene arrestato a Bari per molestie nei confronti dell’amato oggetto di spionaggio, già sposata. Il tipo era davvero un incallito del pedinamento di professione e, a parte microspie e controlli di tabulati telefonici (!!), ha usato mezzucci tipo barba e baffi

Qualche giorno fa leggo questa notizia: corteggiatore incallito corredato di tecnologie che neanche 007, viene arrestato a Bari per molestie nei confronti dell’amato oggetto di spionaggio, già sposata.

Il tipo era davvero un incallito del pedinamento di professione e, a parte microspie e controlli di tabulati telefonici (!!), ha usato mezzucci tipo barba e baffi finti per seguire non riconosciuto. La poveretta all’ennesima violazione del suo mondo l’ha giustamente denunciato.

Ma fino a che punto è possibile sopportare questo tipo di soprusi? Contro le molestie, bigliettino da visita di violenze ben peggiori, ci si difende come si può: la legge ti viene in aiuto ma c’è chi sostiene che la prima difesa è un giusto atteggiamento psicologico. Affrontare il pazzo di turno, gridare un NO deciso e lucido. Ma la paura dove la mettiamo? Il discorso sarebbe lunghissimo…

Ci sono corteggiatori e corteggiatori, ovvio. Ma è anche vero che odio quando mi si importuna e mi si dice anche: “Quanto te la tiri!”.. Certo che me la tiro, è mia!

Comunque, visto che non mi va di trincerarmi dietro la condanna in toto delle avances, citerò un esempio di “provolone” educato e dalle idee chiare incontrato due giorni fa con mia sorella:

Lui: “Ciao belle, siete fidanzate?”
Noi: “Sì.”
Lui: “Siete dark?”
Noi: “No.”
Lui: “Siete punk?”
Noi: “No.”
Lui: “Come vi chiamate?”
Noi: “…”
Lui: “Vi lascio mangiare in pace?”
Noi: “Sì.”
Lui: “Ok, scusate.”

E se ne va. 10 e lode per la discrezione.

foto| Catherine Jamieson- Flickr