Poliziotta sexy batte ladro improvvisato, nel romanzo La madre del torero di Alessandro Verri.

Copertina del libroLa madre del torero, di Alessandro Verri, è un romanzo inusuale. Diciamo subito che non è un romanzo al femminile, di quelli che sono abituata a recensire. E' tuttavia una storia molto divertente e ben scritta con una figura femminile strepitosa, di cui però non voglio dirvi troppo.

Luca, il protagonista, è il classico ragazzo per bene che un bel giorno, complice l'incontro con uno zingaro di mezza età, sbrocca. Seguendo il suo alter ego, si produce in imprese assolutamente illegali che, però, invece di trascinarlo in un mare di guai gli apriranno mondi nuovi e nuove storie d'amore.

Alessandro Verri è quello che oggi viene definito un giovane autore, pur essendo nato nel 1969. Ha scritto un romanzo curiosissimo, che si legge tutto d'un fiato. La trama è tanto imprevedibile quanto verosimile, così come tutti gli strampalati personaggi che prendono vita intorno al protagonista.

Come figura femminile, Carmela la poliziotta sexy è davvero diversa da quelle che sono abituata ad incontrare nei romanzi. E' una donna che non solo sa quello che vuole e se lo prende, ma è priva anche di tutte le leziosità tipiche di molti personaggi femminili.

Sembra una quasi una dea amante e vendicatrice allo stesso tempo. Mi piacerebbe chiedere a Verri se esiste davvero o se Carmela, semplicemente, incarna il sogno di ogni uomo: bella, tosta, perversa e disinibita nel sesso, ma pronta sempre a darti da mangiare.

Ad ogni modo, ho apprezzato davvero il modo di scrivere di questo autore. Le uscite della AlibertiCastelvecchi, d'altronde, mi piacciono proprio perché curatissime. Gli autori usano un vocabolario ed una sintassi sopra la media, senza per questo essere incomprensibili o spocchiosi.

Verri, ad esempio, ha una scrittura ricca di rimandi letterari. Eppure non ho mai la sensazione che stia citando artificiosamente qualcuno. Il mondo proustiano o "philiprotiano" che emergono a sorpresa nelle riflessioni del protagonista, sono parte di lui, della sua identità e del modo in cui legge il mondo.

Personalmente, se sono costretta ad andare a cercare qualche informazione in più, dopo aver letto un romanzo, sono certa che resterà nella mia biblioteca perché è riuscito ad incuriosirmi e a cambiarmi. Qualità che mi colpisce specie in opere letterarie ottime, ma non pretenziose (nel senso meno gentile del termine).

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